Mondovisioni, uno sguardo sul mondo

Massimo Boaretti, co-organizzatore di Mondovisioni Verona, racconta ai nostri microfoni la rassegna, i temi che affronta e come è arrivata nella nostra città.

Mondovisioni ormai è diventata diventata una rassegna che fa parte della tradizione e della tradizione veronese, che tratta temi importanti provenienti appunto da tutto il mondo. Come è arrivata qui a Verona?

Mondovisioni è strettamente collegata a un’iniziativa che parte dal Festival Internazionale. L’Internazionale è una rivista un settimanale che raccoglie articoli da giornali di tutto il mondo tradotti in italiano. Il Festival si svolge a Ferrara in ottobre e vengono proiettati in anteprima alcuni documentari da tutto il mondo. Da qui deriva Mondovisioni a Verona. Abbiamo deciso di proporre il cinema di San Michele come sede di questa kermesse e dieci anni fa abbiamo iniziato questa avventura. Quest’anno c’è stato un cambio di location, dalla periferia di San Michele siamo stati ospitati dalla Fucina Machiavelli. La particolarità di Mondovisione è che non mostriamo i tipici film “da cinema”: parliamo piuttosto di documentari veri e propri, che affrontano tematiche di attualità, spesso anche dure, che magari non siamo abituati a vedere sul grande schermo. Non sono documentari pensati per una visione cinematografica, ma sono pensati per essere visti seduti su una poltrona. Sono studiati per far vivere allo spettatore un altro tipo di esperienza.

Gli appuntamenti di Mondovisioni proseguiranno fino al 14 febbraio, tutti i lunedì. Il prossimo appuntamento sarà lunedì 17 gennaio con Rising with Fire. Il tema sarà quindi il maschilismo in India, giusto?

Sì; è un film molto positivo perché racconta di come queste donne appartenenti a una casta più bassa dell’India siamo riuscite a realizzare un giornale indipendente gestito interamente da donne.

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