Ha preso forma lo scorso ottobre in Toscana, tra i boschi del Valdarno, il Manifesto di FiordiRisorse per una nuova cultura del lavoro. E arriva alle porte di Verona, nel produttivo Nord-Est – teatro di una narrazione del lavoro come sacrificio piuttosto che come cultura – per la prima tappa del tour di presentazione ufficiale.

Mercoledì 5 febbraio alle 19, alla presenza di giornalisti, imprenditori e professionisti, l’appuntamento è tra le mura dell’agenzia di comunicazione Pensiero visibile, partner del progetto che ha curato il design grafico e il sito dedicato al Manifesto.

Tra febbraio e marzo il tour toccherà poi anche Milano, Torino, Bologna e Firenze, prima di sbarcare nelle scuole, nelle aziende e in tutti gli altri luoghi che vorranno condividerlo. Il Manifesto, già lanciato in televisione su La7, durante la puntata di “Omnibus” dedicata a scuola e lavoro, è stato scritto in modo collaborativo: cinquanta rappresentati del mondo del management, delle imprese, della comunicazione e delle libere professioni si sono riuniti e confrontati per metterlo a punto.

Le tesi che lo compongono sono il frutto di un lavoro complesso e sono destinate a fare rumore nel mondo del lavoro. Lanciate il 17 gennaio, hanno raccolto duecento firme in meno di sei ore e sono espressione di una presa di posizione forte e condivisa da voci anche molto diverse, che hanno sentito l’urgenza di mettere per iscritto come desiderano che sia il lavoro e le modalità per divulgarlo nel modo corretto. “Non siamo il lavoro che facciamo” è la prima tesi, l’assunto di base su cui poggia l’intero Manifesto e che ha contraddistinto fin dalla sua nascita FiordiRisorse, business community nata nel 2008 come gruppo su LinkedIn, con l’intento di promuovere relazioni aggregando persone e imprese.

«Se il lavoro diventa l’unica esperienza nella vita di una persona, ha fallito il suo scopo»

Il Manifesto per una nuova cultura del lavoro pone l’attenzione soprattutto su quegli atteggiamenti troppo spesso consolidati, che distolgono l’attenzione dal ruolo fondamentale che il lavoro deve avere: quello di sostenere le persone affinché queste possano vivere meglio, istruirsi, completarsi, generare circoli di conoscenza e condivisione, viaggiare, informarsi, nutrirsi, crescere e far crescere. «Se il lavoro diventa l’unica esperienza nella vita di una persona, ha fallito il suo scopo», afferma Osvaldo Danzi, recruiter, giornalista, formatore e creatore di FiordiRisorse. «Questo Manifesto è un lavoro corale», continua Danzi, «in cui la community di FiordiRisorse ha voluto dare il proprio contributo in prima persona, per far riflettere le istituzioni e la società civile».

«Il motivo fondamentale per cui Pensiero visibile è tra i promotori del Manifesto è che crediamo sia fondamentale prendere una posizione netta nei confronti dei cambiamenti che il presente ci pone davanti», dice Gaia Passamonti, fondatrice di Pensiero visibile e firmataria del Manifesto stesso. «Nel nostro lavoro lo si deve fare soprattutto scegliendo con cura parole autentiche, che stanno alla base di una comunicazione corretta, non ostile e lontana dai luoghi comuni».

Insieme al Manifesto c’è anche un Nuovo Vocabolario delle Parole del Lavoro. Un documento collaborativo, a cui tutti possono partecipare e contribuire con una parola, definendola e sottoponendola alla community affinché sia deciso se elencarla all’interno del sito dedicato.

La partecipazione all’evento è libera, basta registrarsi attraverso la piattaforma Eventbrite per riservare il proprio posto. Per informazioni generali sull’evento potete scrivere a info@pensierovisibile.it, mentre per sottoscrivere il Manifesto potete visitare il sito www.manifesto-del-lavoro.fiordirisorse.eu.

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