Ha visitato molti angoli del mondo. Ma alla fine ha deciso di tornare nella terra dove affondano le sue origini per coltivare, nel vero senso della parola, il suo sogno: seminare piante officinali, farle crescere ed essiccare, trasformandole infine in tisane. Un’agricoltura che regala benessere e che, in futuro, avrà un risvolto sociale per favorire l’inserimento lavorativo di ex detenuti. 

Consuelo Conti non è certo abituata a stare con le mani in mano. Ha iniziato a viaggiare quando frequentava l’università a Firenze e per i successivi dieci anni ha vissuto con lo zaino sempre sulle spalle: è stata in Spagna per il progetto Erasmus, in Guatemala per il servizio civile e in Canada. Poi è volata in Senegal, dove ha sperimentato l’esperienza chiamata woofing: apprendere come coltivare la terra, curare piante e fiori per realizzare prodotti naturali operando al fianco di agricoltori biologici; ha riscoperto l’agricoltura praticata a stretto contatto con l’ambiente, fatta di fatiche e rispetto dei ritmi stagionali. 

Finché nel 2018 ha deciso di far tornare a fiorire i terreni di nonno Vincenzo, nella frazione di Orsara di Lugo (nel comune di Grezzana), venuto a mancare nel 2001. «Viaggiando ho avuto modo di fare moltissime esperienze di vita. A un certo punto, però, ho sentito forte l’esigenza di fermarmi per costruire qualcosa qui, in Valpantena. Un progetto che fosse tutto mio, al quale dedicarmi con amore e che fosse al contempo bello. L’agricoltura sociale mi offre questa possibilità», esordisce la trentaduenne. Educatrice per formazione universitaria, è anche volontaria dell’associazione Microcosmo che opera nella casa circondariale di Verona. Ma buona parte della quotidianità la trascorre a prendersi cura amorevolmente delle sue piante. Ad aiutarla qualche volta è papà Gianni, con il quale condivide la stessa passione per le erbe officinali, mentre nonna Rita acconsente alla scelta con un timido ma incoraggiante sorriso. 

Sistemati i muretti a secco che disegnano le proprietà di famiglia, i terreni abbandonati da anni sono stati pazientemente ripuliti: alle erbacce sono state sostituite erbe e piante officinali, con la prospettiva di ingrandire poco alla volta la produzione. Seguendo i tempi della natura, che detta le ore di attività, in particolare durante la primavera e l’estate, quando le giornate sono più generose di luce. «Semina, raccolta, pulitura ed essiccazione sono tutti procedimenti che eseguo a mano, da sola. Non uso diserbanti né pesticidi. Non sembra… ma c’è molto lavoro da fare», spiega, precisando che per lei è ancora presto per investire economicamente nell’acquisto di macchinari. Deve fare con le sue forze, ma l’entusiasmo non le manca. E la natura ricambia tanta dedizione. 

Da una parte filari verdi e viola di lavanda, dall’altra odorose nuvole di camomilla e di menta; e ancora fioriture di calendula, echinacea, issopo colorano vari angoli della frazione. Nel giardino di Consuelo crescono rigogliosi pure timo, melissa, origano, salvia. Erbe officinali che diventano profumati decotti con etichetta “Coa de l’orso” per richiamare il nome della parte di bosco che si trova accanto alle sue coltivazioni. 

Chi semina bene, raccoglie buoni frutti del suo impegno. Lo sa bene la produttrice che ha parecchie idee in mente perché l’attività della sua piccola azienda agricola possa svilupparsi: ampliare le produzioni, coinvolgere ex detenuti perché possano trovare in quello scampolo di verde una speranza per ripensare il proprio futuro. Non ultimo, sistemare una proprietà di famiglia per offrire ospitalità a turisti o volontari che, come lei, amano sporcarsi le mani con la terra.