«È molto bello per noi farci messaggere di gioia e di felicità, per far capire tutti che la diversità è una ricchezza e che può creare nuove opportunità. Spero che con questo progetto ogni bambino trovi il suo talento. Il nostro? Saper relazionare con tutti ed essere empatiche: talento che vorremmo mettere ora a disposizione degli altri». Caterina e Francesca Santin hanno 19 anni e una grave disabilità dalla nascita. Nonostante questa, lo scorso luglio hanno ottenuto il diploma di maturità allo Stefani-Bentegodi di Isola della Scala, indirizzo sociosanitario, e ora vorrebbero metterlo a frutto. Saranno loro, infatti, le due “maestre di inclusione” in alcune delle scuole dell’infanzia di Fism Verona (Federazione italiana scuole materne), che associa le 175 scuole dell’infanzia paritarie di ispirazione cristiana tra la città e la provincia e che questa mattina ha celebrato la Giornata pedagogica di inizio anno. Perché le due ragazze, partite da piccole proprio da una scuola materna Fism, desiderano ora tornare per mostrare ai piccolissimi come ognuno di noi possa mettere a frutto i propri talenti, anche se “diversi”.

La mattinata, in cui Caterina e Francesca hanno presentato il loro progetto “La bottega dei talenti”, che partirà in alcune scuole di Fism Verona grazie alla collaborazione con il Gruppo Calzedonia, è stata aperta dal sindaco Federico Sboarina – intervenuto con l’assessore all’Istruzione Daniela Maellare -, che ha appena rinnovato la convenzione, di durata quinquennale, con cui il Comune ha aumentato da 3,1 a 3,5 milioni di euro i contributi che eroga ogni anno a favore di Fism. «La vicinanza dell’Amministrazione a queste scuole, che diffondono i valori della nostra identità cristiana, è doverosa – afferma Sboarina, – a maggior ragione perché in molte parti della città e delle provincia le scuole Fism coprono un’offerta scolastica che il pubblico sarebbe in difficoltà a garantire».

Anche il vescovo Giuseppe Zenti, che ha inviato un videomessaggio, si è rivolto alle 1.230 fra coordinatrici, insegnanti ed educatrici che ogni giorno a Verona accolgono quasi 15mila bambini tra zero e sei anni e agli oltre mille genitori che in modo volontario e competente gestiscono le scuole. «Il futuro dei bambini è nelle vostre mani – ha detto. – Siete i collaboratori di Dio per una pedagogia divina, consegnerete loro una semente che produrrà frutti a suo tempo. Aiutateli a crescere per quello che sono, opere d’arte di Dio».

L’appuntamento ha rappresentato anche il debutto ufficiale della nuova presidente di Fism Verona, Luciana Brentegani, prima presidenza “rosa” nei 50 anni di storia della Federazione veronese, che sarà in carica per i prossimi 4 anni. «Questa realtà porta con sé tanta ricchezza e la strada su cui si muove è ben tracciata – spiega. – È un modello diffuso e apprezzato, come dimostrano le iscrizioni, stabili nonostante le criticità dovute alla pandemia. Un modello che speriamo di allargare ancora perché si tratta di scuole paritarie, dunque pienamente inserite nel sistema scolastico, la cui ispirazione cristiana avvicina molte famiglie, non necessariamente solo cattoliche, che si riconoscono in questo progetto». Brentegani sarà affiancata da tre giovani vicepresidenti, da poco eletti dal direttivo: Francesca Balli, Federica Zaninotto e Andrea Mosconi.

E proprio Francesca Balli, referente del Coordinamento Zerosei, e Laura Campagnari, pedagogista dell’équipe centrale del Coordinamento stesso, hanno proposto un approfondimento sulle Linee Guida ministeriali della riforma per il sistema integrato zero-sei anni, emanate nei mesi scorsi dalla Commissione nazionale Infanzia. «In questo ambito Fism Verona ha fatto scuola -, conferma Balli. – Il nostro Coordinamento Zerosei ha infatti anticipato questa continuità educativa nella fascia d’età zero-sei anni all’interno delle nostre scuole, 74 delle quali hanno anche un nido integrato, mentre altre 24 hanno una sezione “Primavera”. Anche i coordinamenti pedagogici, prima divisi in nidi e infanzia, sono confluiti sei anni fa in un unico coordinamento, che si concentra sulla centralità del bambino, sui processi di apprendimento e sull’organizzazione degli spazi e dei materiali, facendo delle nostre scuole un luogo dove i piccoli possano fare esperienze di alta qualità educativa». Per esempio grazie a innovativi progetti: oltre alla Bottega dei talenti, anche “Real Food – Protagonisti della sostenibilità alimentare”, sul recupero delle eccedenze alimentari, con la Cooperativa Panta Rei e in collaborazione con Fondazione Cattolica; lo “Sportello pedagogico” aperto in una trentina di scuole, sostegno per genitori e insegnanti per contrastare l’impatto del Covid nella vita sociale; “Seguendounfilo”, laboratori realizzati in 20 scuole sul tema del riciclo e della relazione del bambino con la natura, sostenuti da Fondazione San Zeno.

Articolo precedenteNuovi nati, domenica di festa al Bastione San Bernardino
Articolo successivoProsegue anche in inverno il progetto “Ci sto? Affare fatica” per giovani volontari