Si rinnova così una tradizione che fa parte della storia della famiglia Vicenzi. «Il giorno dell’Epifania – ricorda il presidente Giuseppe Vicenzi – mia mamma mi mandava, con mio fratello Mario e mia sorella Beppina, in Pia Opera per portare ad ogni anziano una confezione dei nostri dolci. Era un modo per stare vicini e incoraggiare gli anziani che, in quell’epoca, non potevano godere né di piccole né di grandi ricchezze materiali e umane. Era un piccolo gesto che riempiva il cuore, il loro e il nostro, perché voleva dire che qualcuno li aveva pensati. Oggi, che viviamo questa fase di emergenza causata dal Covid-19, ho pensato che fosse giusto esprimere la vicinanza del Gruppo Vicenzi a chi sta affrontando questi mesi di difficoltà dure e impreviste per aiutare anziani e disabili. Un pensiero per ringraziarli e perché sappiano che non sono soli».

Giuseppe Vicenzi

In questi mesi, infatti, il personale della Fondazione, circa 800 professionisti socio-sanitari, ha fatto non solo il proprio dovere ma di più: ha fatto tutto quello di cui c’era bisogno. Gli operatori e gli infermieri pur consapevoli di portare sulle proprie spalle enormi responsabilità, di essere possibili vettori del contagio per chi vive in struttura o viene assistito a domicilio, di lavorare in ambienti a rischio anche per le proprie famiglie, non si è mai tirato indietro. Nonostante i legittimi timori, la fatica di indossare i dispositivi di protezione individuale, i turni di lavoro dilatati, hanno continuato a dispensare sorrisi e cure, fedeli ad una scelta di vita prima ancora che professionale: prendersi cura dei più deboli, fedeli al mandato di monsignor Giuseppe Ciccarelli che diceva «mi raccomando vogliate bene agli anziani».

Il presidente Giuseppe Vicenzi – sottolinea il dott. Domenico Marte, direttore dei servizi istituzionali della Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus – sempre vicino ai nostri anziani con attenzione e delicatezza, vedendo come il personale ha vissuto e sta vivendo questo lungo periodo di emergenza, ha voluto testimoniare la sua commossa partecipazione al loro impegno, oltre che professionale, anche umano raggiungendo ciascuno di loro, nel giorno dell’Epifania, con un dono pieno della sua passione: una scatola di latta colma di ottimi pasticcini”.

Vicenzi con le sue latte di alta pasticceria raggiungerà ogni singolo operatore della Fondazione dei nove centri di servizio di Verona e provincia, per un totale di sedici residenze assistite per anziani non autosufficienti e disabili adulti e dei servizi domiciliari. Nel giorno dell’Epifania 800 famiglie riceveranno gli auguri della famiglia Vicenzi come segno di luce e speranza per l’anno appena iniziato.

«Identica è l’emozione, per ciascuno di noi, nel ricevere questa attenzione da parte della famiglia Vicenzi – conferma monsignor Cristiano Falchetto, presidente della Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus -. Spesso anche noi, come altre case di riposo, ci siamo sentiti soli nel fronteggiare il dramma del Covid-19 ma questa attenzione del presidente Vicenzi ci fa credere e sperare che la solitudine, talvolta, può essere colmata inaspettatamente da un incontro o da un gesto significativo che ciascuno di noi fa suo emozionandoci».

Si rinnova così un percorso di sostegno del Gruppo Vicenzi a favore della Pia Opera Ciccarelli. Il direttore Marte, infatti, ricorda: «Non è la prima volta che il presidente Vicenzi è vicino alla nostra Fondazione: in febbraio aveva finanziato interamente il polo per offrire supporto a persone colpite da demenza e ai loro familiari attraverso visite specialistiche, sostegno psicologico e terapie non farmacologiche all’avanguardia in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano. Il centro “Beppina Vicenzi” non ha potuto avviare la propria attività con le modalità pensate in origine, essendo lo stesso inserito in un luogo ad alto rischio di contagio. La Fondazione sta elaborando un progetto di assistenza domiciliare dedicato alle persone con demenza che frequentavano i centri diurni, chiusi da febbraio 2020. Gli anziani troveranno in questo nuovo progetto, in cui è inclusa la strumentazione donata, una risposta innovativa e qualificata per contrastare la naturale evoluzione clinica della malattia».