Di solito queste sono le storie che non si raccontano, perché preferiscono passare inosservate. Storie come quella della Piccola Fraternità di Grezzana, che dal 1999 offre giornate di svago a persone con disabilità e momenti di respiro alle loro famiglie.

Essere al servizio delle persone sole o in difficoltà è l’anima della “Piccola”, come la definisce abbreviandone il nome il presidente Edoardo Nicolis, in carica da dieci anni. «Si va a giocare a bowling, oppure a ballare, qualche volta andiamo al mare e altre volte si va al cinema». Del gruppo fanno parte una cinquantina di persone, che vanno e che vengono, tutti per la voglia di stare insieme. Poi ci sono gli “storici” come Daniela, che da tempo condivide la sua enorme voglia di vivere, il suo sorriso perenne ed il suo entusiasmo che contagia. «Quando andiamo al mare la alziamo dalla sedia a rotelle, la prendiamo sulle spalle e la portiamo in acqua. Lo dice sempre che aspetta con ansia questi momenti».

Quella che si è creata negli spazi concessi dal Comune in via Pozzo, a Grezzana, è una famiglia, un gruppo coeso ed eterogeneo. Nessuno sente il peso o l’obbligo di fare qualcosa. Semplicemente ci si mette a disposizione degli altri, per poter educare ed essere educati, per tornare volta per volta con i piedi per terra. Sono infatti le esperienze di contatto con gli altri che ci migliorano, elevano la nostra capacità di dedicarci agli altri.

Un esempio sono i diversi benefattori che nel tempo hanno permesso di costruire lo spazio che oggi è dedicato alla Piccola Fraternità; persone che hanno donato pavimenti, finestre, giochi per la stanza dedicata ai più piccoli ma anche la cucina, dove ci si alterna a preparare quello che di meglio riesce dalle mani di cuochi più o meno improvvisati. «Io ho cominciato quest’esperienza con mia mamma, che passava parte del suo tempo al Noi Insieme di Grezzana. Con lei da subito mi è sembrato naturale mettermi al servizio degli altri. Sentivo di essere di aiuto, e che loro potevano educare me, in particolare per educare a mia volta mia figlia. Stare insieme e mettersi a disposizione degli altri ci permette di tornare a dare valore alle cose semplici della vita».

L’idea della Piccola Fraternità di Grezzana è nata con un viaggio a Lourdes, vent’anni fa, nel 1999, quando l’allora parroco del paese (oggi alla comunità di Rosaro) Don Ottavio Birtele, decise di portare l’esperienza di contatto con la gente, propria della cittadina francese, a Grezzana. E così, passo dopo passo, persona dopo persona, si è formato un gruppo che per due domeniche al mese si trova e condivide il proprio tempo con gli altri. Ora il clima che si respira è quello di un gruppo unito, ancora più forte perché caratterizzato dalle differenze tra una persona e un’altra.