Dietro al restauro dei più pregiati manoscritti della Biblioteca Capitolare, c’è Francesco Graziani. Ha 85 anni e da sessantadue lavora come restauratore di libri antichi

Dal 517 ad oggi nella biblioteca (attiva) più antica al mondo sono sopravvissuti più di 1200 volumi unici e preziosi, di un valore inestimabile. Le delicatissime pagine che tramandano documenti come il diritto romano di Gaio, sono sopravvissute a battaglie,  censure, terremoti, inondazioni. Storie che sono arrivate fino a noi grazie alle cure di persone affezionate al passato e alla storia. Persone come Francesco Graziani, 85 anni, nativo di Villabartolomea. Francesco è una delle anime della Biblioteca dell’ultimo secolo (su quindici di storia); da 62 anni infatti dà nuova vita a manoscritti e pagine di volumi pregiatissimi. La professione di restauratore di libri antichi sembra essergli caduta dal cielo, quando nel ’56 lavora alla Soprintendenza dei Beni Librari di Verona in via Tazzoli.

Trascorre tutti i pomeriggi in biblioteca da questo momento fino al gennaio del 1980, quando taglia il traguardo della pensione. Ora sono passati 38 anni da quel giorno, e da allora, tutta la sua giornata la passa con le mani su quei manoscritti.

Anche nel restauro, l’innovazione gioca un ruolo fondamentale. Se fino a qualche tempo fa si usava la colla per dare unità alle pagine, oggi si usa una tecnica diversa.