Appuntamento a stasera, al Teatro Camploy alle 20.30, per lo spettacolo “Oceano e Polvere“, della compagnia teatrale “La Pel d’Oca”. Una rappresentazione speciale, che coinvolgerà il pubblico e che arriva dall’Associazione Self Help San Giacomo. Diretto da Nicoletta Vicentini, “Oceano e Polvere” vuole sensibilizzare le persone ai disturbi della salute mentale. A parlarci dell’associazione e dello spettacolo, sono stati il socio fondatore, Ernesto Guerriero, e la socia Francesca Nazzaro.

«La rete self-help è una rete di auto aiuto che si fonda praticamente su una gamba principale, che è l’associazione Self-help San Giacomo, che nasce una trentina d’anni fa, precisamente il 1995, nel terzo servizio psichiatrico dell’Ulss di Verona, quindi il servizio psichiatrico di Borgo Roma. – ha spiegato Guerriero – Io, che ero assistente sociale, e gli altri soci fondatori, che erano psichiatri, ci siamo trovati in sintonia su un approccio che è quello dell’auto aiuto e abbiamo cominciato a parlare di queste cose con le persone, gli utenti e i pazienti che venivano lì al servizio e che avevano un grosso problema, perché nonostante fossero curati molto bene non riuscivano a rientrare nella vita. Abbiamo cominciato a costituire da subito gruppi di auto aiuto che permettevano alle persone di percorrere i sentieri della loro vita».

«Io sono una delle new entry del gruppo teatrale “La Pel d’Oca”. Ho iniziato un anno fa a fare teatro perché ho incontrato Nicoletta Vicentini, la nostra regista. – spiega Francesca Nazzaro – Appena sono arrivata ho capito che c’era qualcosa di speciale nelle persone che ne fanno parte. Io stessa avevo tanti blocchi che ho superato grazie a queste attività. Adesso siamo tanti, siamo circa una quarantina, ci vediamo una volta a settimana. Lo spettacolo è nato dal racconto di Ernesto. Perché appunto, tanti come me sono arrivati dopo e la compagnia è molto eterogenea e si evolve nel tempo. La storia è una metafora della nascita dell’associazione: ci sono le muse ispiratrici dell’arte che introdurranno la storia, ci accompagneranno nei vari passaggi della storia del self-help e si parla dell’oceano della vita. C’è chi sa navigare, chi fa un po’ più fatica e quindi c’è bisogno di un aiuto. Ma chi fa fatica a navigare spesso non è accettato dall’oceano della vita, quindi viene scaricato in alcune isole dove grazie ad alcune persone possono trovare un approccio diverso e una prospettiva totalmente nuova a quella che c’era prima».

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