Sport IDentity card (SID), ovvero carta d’identità sportiva, è un’iniziativa ideata da tre laureati in Scienze Motorie: Alberto Pasini, Alberto Locatelli e Camillo Visioli. Si tratta di una tessera sportiva personale che tiene monitorato lo sviluppo motorio della persona nel corso della propria esistenza. Attraverso un sito internet, attivo da circa un mese, è possibile monitorare i propri dati, consultare i dati di altri sportivi e condividere infine i risultati con gli amici. È questa l’idea che ha convinto la giuria dello Start Up Day a conferirgli il Primo Premio tra le quindici idee di business presentate.

Francesco Turlon

Ragazzi, come nasce il Progetto SID?

Grazie al finanziamento di un’azienda di Garda: Garda Uno Spa, operante nell’ambito della tutela ambientale, della salute e del benessere della popolazione. In accordo con l’azienda è stato sviluppato il progetto pilota prendendo come test campione la Polisportiva Pro Desenzano, una società che vede al suo interno circa 600 atleti, divisi in 5 discipline diverse: calcio, sub, arco, volley ed atletica. L’anno prossimo questo progetto verrà portato all’interno di tutte le scuole elementari e medie della città.

Come si ottiene una SID?

Ci si sottopone ad una serie di valutazioni fisico-atletiche per la definizione di un profilo motorio e sportivo. In seguito a questi test viene rilasciata una carta o tessera identificativa dell’atleta e da quel momento sarà possibile consultare i propri miglioramenti sul sito www.progettosid.it. Le valutazioni riguarderanno sia l’aspetto strutturale della persona (variabili antropometriche) che quello funzionale (capacità motorie). L’obiettivo non è un confronto verticale tra le persone, ma un confronto orizzontale con se stessi nel corso del tempo.

 Il lavoro di monitoraggio può essere affidato a strumenti autocertificanti?

È obbligatoria la presenza di un tecnico SID. Un ulteriore obiettivo del Progetto SID è la creazione di una rete di responsabili SID dislocati su tutto il territorio nazionale, laureati in scienze motorie e formati nella realizzazione di queste particolari carte d’identità sportive.

Che strumenti di monitoraggio vengono utilizzati?

Optojump Next per la valutazione delle capacità di forza, potenza, coordinazione, resistenza muscolare, reazione opto-acustica e squilibri di forza.

Come pensate di difendervi dal “problema doping” e da sportivi sleali? Avete modo di monitorare questo tipo di attività illecita?

Non adottiamo delle misure. Nel senso che il problema doping è fortemente combattuto dagli organi specifici di riferimento. La Sport IDentity card cerca di sensibilizzare le nuove generazioni all’importanza dell’attività fisica come strumento per il miglioramento del proprio stato di salute e in questo modo si oppone categoricamente al fenomeno del doping.