Il compositore e pianista milanese il 22 ottobre ha incantato il Ristori con le sue armonie condite di nuovi approdi tecnologici. 

Pianista nel gruppo di Battiato negli anni Settanta, produttore discografico di grandi nomi, da oltre quarant’anni il maestro milanese insegue il senso profondo che si cela nel suono. Direttamente da degli studi di Abbey Road dove ha registrato la sua ultima fatica, il 22 ottobre è arrivato a Verona per l’evento promosso dall’Ordine degli Ingegneri.

Lui, che abbraccia con lo stesso ardore i repertori classici e la più dirompente sperimentazione, ha chiuso la terza edizione del format Talks Slidingdoors dedicato agli innovatori. Grazie all’utilizzo di un software vicino al pianoforte, ha dato nuova luce agli armonici. Sue, non a caso, le suggestioni che hanno accompagnato lo spettacolo dell’Albero della Vita a Expo 2015. Cos’è la musica per lui? Un’arte perfetta perché “non dà indicazioni”.

 

 

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