A qualcuno potrà rievocare il titolo, leggeremente riadattato, di un film degli anni Novanta. Cambia la trama, ma nella frase “Scappo dalla città. La vita, l’amore e… le capre” si concentra la scelta di Lara Albarello.

«Ho lasciato tutto per aprire un’azienda agricola e allevare capre in Lessinia», esordisce la 37enne, che da Colognola ai Colli si è trasferita a vivere a Erbezzo, assieme al marito Simone e ai figli Cristian e Giorgia. Era giugno del 2018: «Appena terminate le scuole, siamo partiti. A spingerci è stato il desiderio fuggire dalla frenesia, di respirare aria buona, di stare in un ambiente sano a contatto con la natura. Ho pensato soprattutto al benessere dei ragazzi», racconta. Tendenza, accelerata durante la pandemia, che sta caratterizzando molti nuclei familiari che hanno deciso di trasferirsi nelle terre alte per cambiare radicalmente stile di vita.

Ci sono voluti mesi (e pazienza) per rendere concreto questo sogno: «Abbiamo trovato una stalla con un piccolo pascolo a Sant’Anna d’Alfaedo. Pur avendo poca esperienza nel settore, ci siamo cimentati in questa avventura. E ne siamo felici, anzi. Spesso ci domandiamo perché non l’abbiamo fatto prima». La conferma di aver preso la decisione giusta l’ha avuta proprio con l’emergenza sanitaria causata dal Covid: durante il lockdown l’allevamento si è popolato delle prime 40 capre ed è iniziata la produzione di latte, a breve ci saranno le prime nascite. Ai progetti da realizzare in futuro si aggiungono l’apertura di un caseificio in cui produrre formaggi e la possibilità di fare attività didattiche. Il nome scelto per l’azienda agricola è “Quadrifogio”: l’auspicio è che sia foriero di positive evoluzioni.

Un futuro ad alta quota ancora tutto da scrivere, che richiede una buona dose di passione e fiducia: «Non è per tutti – ammette –. Non è facile e abbiamo ancora molte cose da imparare. Ma se devo fare un bilancio, i vantaggi superano le rinunce che necessariamente abitare in montagna comporta. Qui si sta così bene…».