Per passione, ma soprattutto per amore. È questo slancio a muovere, da sempre, le penne e i pensieri degli innamorati nel comporre romanzi, lettere, saggi, canzoni, poesie. Anche se oggi sono cambiati i mezzi di comunicazione, e talvolta più che l’inchiostro si utilizza l’emoticon sullo schermo di uno smartphone per esprimere il proprio affetto, la scrittura rimane la forma più sofisticata per fissare i confini dell’innamoramento. Procedendo poi oltre, nelle sue declinazioni, per coniugarlo all’infinito presente.
Raccontare la forza e la complessità dei legami amorosi. Parlare di amore tra le pagine dei libri e di amore per la lettura. Sono questi i coraggiosi esperimenti messi in atto dal premio letterario internazionale Scrivere per Amore, ideato e promosso dal Club di Giulietta. Non è affatto casuale il filo rosso che unisce, dal 1996, la rassegna all’eroina shakespeariana e in particolare al fenomeno epistolare che fa recapitare in riva all’Adige migliaia di missive ispirate, appunto, dal nobile sentimento.
«Dalle lettere alla letteratura perché Verona, città degli amanti più celebri, deve puntare sul valorizzare questa tematica dal punto di vista culturale. Ad avere l’intuizione fu mio padre, Giulio Tamassia, ideatore del premio dedicato a un’opera narrativa che avesse come tema una vicenda d’amore edita in Italia», evidenzia la presidente del Club di Giulietta, Giovanna Tamassia. «Il primo vincitore, era il 1996, fu Giampaolo Pansa. Nel tempo i giurati hanno spaziato tra personaggi di fama nazionale: da Umberto Galimberti a Masolino D’Amico fino a Concita De Gregorio. Quest’anno la giuria nazionale, presieduta da Michela Marzano, è composta da Eliana Liotta, Andrea Marcolongo e Marino Niola», prosegue.

L’edizione 2019, le fa eco l’assessore alla Cultura del Comune di Verona, Francesca Briani, «si caratterizza proprio per il nuovo impulso che il Comune e il Club di Giulietta hanno concordemente deciso di dare alla manifestazione. Potenziamento che vede nella collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge uno dei momenti più qualificanti. Verona e il suo mito per eccellenza lo meritavano».
Quest’anno Scrivere per Amore ha allargato gli orizzonti con incursioni nelle varie arti e scienze diventando un festival di quattro giorni con diversi appuntamenti in varie sedi cittadine, dal 16 al 19 ottobre. Inizierà a Villa Brenzoni Bassani, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, con una sorta di “Anteprima Off”; terminerà al Teatro Nuovo con la proclamazione del vincitore e la consegna del premio alla pubblicazione più bella ispirata dal sentimento d’amore; nel mezzo, un dedalo di incontri per spaziare dalla filosofia all’antropologia, dal cinema alla musica.
La rosa dei tre finalisti, tra i venti titoli in concorso scelti dal comitato di lettura scaligero, comprende la scrittrice, poetessa e psicologa danese Anne Cathrine Bomann, con il suo romanzo d’esordio L’ora di Agathe (Iperborea), secondo la motivazione «un’ondata di tenerezza, sospesa tra due infelici fragilità, in una storia d’amore perfetta». Corteggiamento, amore, rivalità tra classi sociali e appartenenze politiche di un gruppo di ragazzi e ragazze padovani trovano espressione nella «scrittura senza cedimenti, lontana da virtuosismi, mirabilmente trasparente» dell’autore Romolo Bugaro con Non c’è stata nessuna battaglia (Marsilio). Infine «frivolo, profondo, scanzonato, abbagliante, quotidiano e scherzoso» è l’intreccio amoroso che l’autrice Stefania Bertola narra nel romanticissimo romanzo Divino amore (Einaudi). Chi vincerà? Il cuore, comunque.

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