Rubrica in collaborazione con Salmon Magazine, firmata da Salmarino

Nello specifico, la superficie di azione si estende su 37 Comuni in tutta la zona ovest della provincia di Verona, dalla punta nord del Lago alla “bassa”. A chi si rivolge? Alla comunità intera ma, nel dettaglio, la delega dei Comuni riguarda giovani e minori e, di conseguenza, le famiglie. Sono punti di ascolto per il singolo individuo, ma soprattutto per le associazioni, le scuole, le cooperative. Insomma, gruppi di persone con le quali gli educatori comunali creano sinergie e alleanze e progetti condivisi: sono antenne che ascoltano il territorio dal quale propongono azioni concrete. Si cerca di costruire reti e progetti che agiscano da un lato sul disagio e dall’altro sulla promozione del benessere, investendo sulla prevenzione di potenziali fragilità future anche mediante pratiche di “welfare generativo”: aiutare alcune persone ma, nel contempo, attivarne altre che si impegnino all’interno della comunità, prendendosene cura. Ad esempio, un’iniziativa attivata in quasi tutti i comuni coinvolti è la creazione di spazi famiglia: si tratta di luoghi che favoriscono l’incontro e il confronto tra giovani mamme con i propri bimbi, il cui obiettivo principale è il sostegno alla genitorialità.

Grazie anche al supporto di esperti professionisti e degli educatori stessi. Per quanto riguarda le politiche giovanili invece vengono attivati in tutti i Comuni diversi progetti di aggregazione. Punti di ritrovo, luoghi dove viene favorito l’incontro e la partecipazione. Nel 2018 sono state più di 400, tra progetti e servizi, le proposte erogate dal servizio educativo territoriale. Ma cosa spinge le persone a lavorare in questo campo? Innanzitutto è doveroso sottolineare che quando parliamo di educatore parliamo di un professionista, dotato di una forte passione e di competenze tecniche. Ciò che spinge queste persone a lavorare per i servizi educativi è principalmente l’interesse per il bene delle persone. Speranze per il futuro? Trovare un collegamento anche con la rete economica oltre che con quella umana e sociale, iniziando a parlare quindi anche con aziende e imprenditori.