tocatì unesco

Il Tocatì, ormai nell’anno della maggiore età, non si propone solo come evento annuale, ma come modello e insieme di attività permanenti. Per questo il percorso di candidatura al Registro delle buone pratiche Unesco per la salvaguardia del patrimonio immateriale è ormai un aspetto fondamentale nell’ecosistema Tocatì, ed è rimasto in cima alle priorità dell’Associazione Giochi Antichi e dei suoi partner.

Esiste infatti un folto gruppo di istituzioni e associazioni che sostengono il Tocatì nel perseguire questo obiettivo. Dal Comune di Verona, alla Regione Veneto al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo: a tutti i livelli le istituzioni italiane condividono i valori del festival. Non meno importanti per l’approccio all’Unesco sono i partner esteri: si tratta infatti di una candidatura multinazionale. Oltre all’Italia, capofila, il Tocatì si presenta all’Unesco con il sostegno di partner da Belgio, Cipro, Croazia e Francia.

Dall’anno scorso, nel percorso verso l’iscrizione al Registro «abbiamo fatto enormi passi avanti», spiega Valentina Lapiccirella Zingari, antropologa specializzata nella salvaguardia del patrimonio immateriale, che collabora con Aga. «Abbiamo concluso la scrittura della documentazione con i paesi del partenariato per l’invio del dossier completo, che aveva scadenza lo scorso 31 marzo».

Tante le riunioni per costruire una visione globale e comune di Tocatì. «Siamo riusciti a concludere gli incontri appena prima dell’esplosione della pandemia, che ha comunque rallentato il processo. I mesi immediatamente successivi sono stati dedicati alla condivisione con le comunità che sostengono la candidatura e alla raccolta delle lettere di consenso».

Un percorso comunitario per un risultato collettivo

Il dossier si compone infatti di tre parti: un video, un formulario e le lettere, che offrono uno spazio di espressione alle comunità. «È stato un percorso comunitario sia a livello istituzionale per la scrittura, sia per la condivisione e la raccolta dei consensi dei gruppi e delle comunità locali vogliono portare avanti la salvaguardia della ludodiversità». Dopo la pubblicazione online del materiale, ci saranno ancora diversi passi verso l’iscrizione nel registro, prevista per fine 2021.

«La candidatura – spiega Zingari – non si esaurisce nell’invio dei documenti. Il prossimo anno è quello della valutazione, quindi il comitato sarà molto attento alle nostre attività, che dovremo continuare a rafforzare». Durante il Festival di settembre, a Verona tornerà il convegno Tocatí, un patrimonio condiviso. «Sarà utile per rafforzare il sistema di comunicazione con le comunità della rete a sostegno della candidatura. È una grande opportunità ma anche una grande responsabilità».

Le istituzioni ci credono

Il 21 luglio la candidatura è stata presentata a Venezia, nella sede della Regione Veneto, con il sindaco di Verona, l’assessore regionale alla cultura e i rappresentanti del Mibact.

Il patrimonio culturale immateriale

Sono le “tradizioni vive”, trasmesse dai nostri antenati. Per l’Unesco, la sua importanza risiede nella ricchezza di conoscenza e competenze trasmesse da una generazione all’altra.

Dove e quando?

Tocatì, un patrimonio condiviso si terrà sabato 19 settembre nella Loggia di Fra Giocondo in Piazza dei Signori, dalle 08.00 alle 19.00.