Filippo Marangoni
Filippo Marangoni

Immaginiamo per un minuto di avere ancora 16 anni, quell’età in cui si è disinibiti e a tratti un po’ sfacciati; sprezzanti delle regole e aggrappati a una quotidianità fatta di amici, un noiosissimo liceo e genitori con tante aspettative. Le giornate passano e si snocciolano una dietro l’altra in attesa che un futuro più o meno sfocato prenda forma.

Ma a Verona, un adolescente in direzione ostinata e contraria ha deciso di non rimandare e di colorare il suo futuro: si chiama Filippo Marangoni, ha 16 anni e si sveglia all’alba per scrivere. Dalle 4 alle 6 di mattina, immerso nel silenzio, batte le dita sulla tastiera del suo pc. Pagine e pagine che hanno dato forma al suo libro Il Primo Drago. Una nuova vita edito da Gruppo Albatros, Il Filo.

È davvero insolito che un ragazzo così giovane abbia pubblicato già il suo primo romanzo. Cosa ti spinge a scrivere e perché lo fai?

Mi piace sperimentare e imparare cose nuove: gioco anche a tennis a livello agonistico e sono un appassionato di criptovalute. Per via dei miei tanti interessi ho sempre letto poco, solo quando sono colpito da una storia o da un film decido di comprare il libro: è così che ho cominciato a scoprire i fantasy, da Harry Potter al Signore degli Anelli, i grandi classici insomma. Da qui allo scrivere il salto è stato breve, spontaneo. Ho iniziato a scrivere le prime pagine alla fine della scuola media ma è stato solo uno sprint, mi sono arenato poco dopo. All’inizio del liceo ho ripreso la penna e ho composto qualche pagina in più ma niente di rilevante. Fino a quando, lo scorso anno, ho sentito l’esigenza di tirare fuori dal cassetto quei fogli e dare loro una forma concreta, organica: desideravo che le mie idee, le mie fantasie, diventassero una storia per tutti. Così è nato Il Primo Drago. Una nuova vita ed è in libreria da qualche mese».

il primo drago
La copertina de “Il primo drago”

Famiglia, amici, compagni di classe e di sport come hanno accolto la notizia?

“Ehi, ho intenzione di scrivere un libro…in verità sto scrivendo un libro”: l’ho detto così a mamma e papà. In un modo spontaneo tanto quanto il mio mi hanno risposto “ok ma basta che non disturbi quando scrivi” quindi, per non dar fastidio, mi sveglio presto la mattina e prima di andare a scuola mi metto al pc. Forse all’inizio non mi hanno dato troppo credito, pensavano fosse un “fuoco di paglia” come ci si può aspettare da un ragazzo della mia età. Poi, quando l’ho terminato e l’hanno visto sugli scaffali della libreria, sono stati orgogliosi di me. Ne sono felice. Invece, dirlo ai miei compagni di classe è stato più difficile perché non ero certo della loro reazione ma ho preso coraggio e ho alzato la mano chiedendo alla prof di scienze di poter rubare un minuto per dare una comunicazione alla classe: “Oggi esce il mio libro, si chiama Il Primo Drago. Una nuova vita. Se vi fa piacere compratelo!”. Sono scoppiati tutti a ridere, pensavano stessi scherzando ma poi il libro l’hanno comprato sul serio e l’hanno letto quasi tutti. Ripensarci mi fa sorridere».

Qual è la storia che hai deciso di raccontare, che sapore hanno le emozioni e le avventure nel tuo romanzo?

Il protagonista è Fin White, un ragazzo della mia età, che come tutti gli adolescenti affronta dei conflitti interiori. A differenza dei suoi amici, però, Fin ha una caratteristica particolare: i suoi occhi. Non sono di un solo colore ma cambiano sempre in base alle emozioni che prova. Questa sua peculiarità, che spesso lo mette a disagio, è in realtà il segno esteriore di un’altra identità di Fin che ancora non conosce e che comincia a scoprire il giorno del suo sedicesimo compleanno quando, all’improvviso, viene catapultato in un mondo magico chiamato Fantasy. Ha qui inizio una serie di avventure, di incontri magici e fantastici. Quello del mio protagonista non è solo un viaggio esteriore ma è un’avventura interiore alla scoperta di sé.»

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