Bellezza, esperienze straordinarie, fatica, riflessione e tanta gratitudine: è questo il riassunto della prima parte dell’esperienza di Jesusleny Gomes, l’imprenditrice brasiliana di adozione veneta che ha deciso di onorare il 61° anniversario del gemellaggio tra Verona e Monaco che, causa Covid, è stato annullato anche quest’anno.

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Attraverso le dirette sulla sua pagina Facebook, Jesusleny aggiorna continuamente il suo pubblico che non manca di spronarla, soprattutto nei momenti più duri, quelli in cui la fatica e la stanchezza si fanno sentire e mettono in crisi chi, come lei si cimenta in imprese tanto ardue per chi non ha una preparazione fisica, affrontate solo per curiosità, spirito di iniziativa e voglia di raccontare il territorio.

Tra i diversi incontri fatti dall’imprenditrice nella prima parte del suo viaggio, ne raccontiamo due in particolare: quello in cui ha avuto la testimonianza di autentica umanità e quello in cui ha conosciuto la pura e sacra ospitalità benedettina.

Il primo incontro è avvenuto con l’ideatore di Ammersee Bavaria Sportsfashion, un brand di abbigliamento ecosostenibile ed etico. L’emozionante storia di Torger, l’imprenditore che ha abbandonato la sua solida posizione nel mondo del marketing per essere sé stesso, costruendo e vivendo la sua nuova vita al cospetto delle Alpi, sull’Ammersee. «Here I’m real» ha esclamato Torger, «Qui io sono reale». Questa frase ha fatto emozionare Jesusleny che ha rivisto in lui e negli abitanti dei paesi dei cinque laghi tedeschi la stessa energia, vitalità e forza d’animo dei gardesani. Lo slogan dell’azienda di Torger recita: «L’acqua, la natura, le montagne. Rallenti e ti concedi spazio per respirare profondamente. Goditi la vita. Attivo nello sport, su e intorno al lago. La libertà è di casa sull’Ammersee». Un concetto certamente condiviso e sentito anche sul lago di Garda. L’incontro tra Jesusleny e Torger si è concluso con un gesto importante, un dono: una felpa del brand Ammersee Bavaria, donata all’imprenditrice per «quando avrai freddo».

Il secondo incontro che ha lasciato senza fiato l’imprenditrice, è quello avvenuto con l’addetto alla comunicazione del Monastero benedettino di Andechs, meta di pellegrinaggi che si trova nel Comune omonimo, famoso per la chiesa e la fabbrica di birra. Lui ha fatto vivere all’imprenditrice la sacra e pura ospitalità benedettina in un posto che le ha regalato un momento di pace e di bellezza. Andechs è un luogo dove la gente si reca per pregare, per riflettere o semplicemente per fare il turista. «Tra i tedeschi e veneti c’è qualcosa in comune» afferma Jesusleny, «quella durezza fuori che protegge calore e accoglienza, che portano dentro. Valori che rende tanto simili quanto unici i due popoli».

Il viaggio di Jesusleny, raccontato nei suoi diari di bordo, è iniziato il 7 aprile, quando è partita da Monaco di Baviera, ha visitato i cinque laghi tedeschi e dopo che attraverserà l’Austria con un’auto per arrivare sul confine italiano, proseguirà a piedi dal Trentino Alto-Adige per arrivare nella provincia scaligera, percorrere alcuni paesi prima di giungere alla tappa finale del suo viaggio, il 20 aprile, a Verona e portare a compimento la sua missione.

«Durante questa mia esperienza sento mia una citazione di Johann Wolfgang von Goethe: “I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi”» ha affermato l’imprenditrice. «Sono a metà del mio percorso e ho fatto una scoperta sensazionale: la gente che abita questi meravigliosi luoghi e molto simile agli italiani e in particolare ai veneti che vivono le montagne e i laghi locali. Sembra quasi che le Alpi siano divise da uno specchio che riflette i medesimi paesaggi, ma soprattutto genti e costumi sono molto simili. Paesaggi meravigliosi, combinazioni di colori unici, ma soprattutto persone straordinariamente complici, coinvolte e innamorate di questa natura con una cultura e delle tradizioni radicate nel territorio. Altro che freddezza tedesca…. Ho conosciuto persone simpaticissime e che mi hanno toccato il cuore».

Un altro regalo, inaspettato e del quale Jesusleny aveva proprio bisogno, è arrivato durante il viaggio: un paio di guanti realizzati con la lana delle pecore della Baviera, da parte di Polina, una signora di 70 anni che lavora nel settore delle politiche sociali ed ecologiche e che legge i suoi diari di bordo, segue questa impresa. L’imprenditrice e Polina si sono incontrate per bere un caffè insieme. Jesusleny aveva perso un guanto nei giorni scorsi e il maltempo che ha colpito tutta Italia, con nevicate anche in Germania, mettono ancora di più a dura prova la resistenza di una persona. Ecco perché questa piccola ma grande attenzione da parte di una persona estranea fino a ieri, ha colpito il cuore di tutti.

«Immagino, durante il cammino, di entrare nelle case di tutte le persone che sono tuttora costrette dalla pandemia a subire forti restrizioni sociali ed economiche, a dare loro un immaginario abbraccio di speranza, a prenderle per mano e insieme, passo dopo passo, raggiungere la luce che si intravede alla fine del tunnel» afferma l’imprenditrice. «Il cammino a piedi, il sacrificio, la fatica, il sudore, i suoi momenti di difficoltà, di sconforto, ma anche e soprattutto le meravigliose esperienze, le conoscenze, gli incontri, i paesaggi, gli scambi culturali vogliono proprio dare a tutti un messaggio di coraggio, speranza e rinascita, non dimenticate che ciò che state passando è esattamente come questo cammino che sto facendo! E vi garantisco che con la fede e la costanza tutto passerà e torneremo ad abbracciarti per davvero. Serve molta forza mentale per riuscire a superare tutto e sono certa che possiamo farcela».

Il cammino di Jesusleny sta instaurando e consolidando i rapporti in diversi luoghi della Germania. L’attenzione da parte dei media tedeschi su quanto l’imprenditrice sta compiendo è alta, il Comune di Monaco ha pubblicato anche una nota ufficiale sul sito istituzionale.

Questa particolare e originale impresa è stata pensata e viene portata avanti in totale rispetto della normativa anti-contagio da Covid, l’imprenditrice si è già sottoposta a 4 tamponi rapidi risultati negativi. Inoltre, ogni giorno condivide la sua posizione su whatsapp con l’opzione “in tempo reale” con alcuni amici e accende la telecamera del telefono documentando in diretta alcuni momenti del suo cammino per non sentirsi sola, perché si possa sentire sicura, anche se a distanza. 

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