Sei città coinvolte e un comune denominatore: la fratellanza, intesa come occasione per riallacciare i rapporti al tempo della pandemia e per interrogarsi sulle questioni umane, sociali e globali. Così, per la sua 17a edizione, il Festival Biblico ha scelto il titolo “Siete tutti fratelli”. Per portare il messaggio universale delle Sacre Scritture tra la gente e nelle piazze delle città di Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Vittorio Veneto e Treviso, ossia nei territori delle diocesi venete aderenti al progetto promosso dalla Diocesi di Vicenza e dalla Società San Paolo. 

«Lo slogan di questa edizione, ispirato alla parole di Gesù dal Vangelo secondo Matteo, contiene la sfida della fraternità umana, della fraternità universale, che riguarda appunto non solo alcuni di noi ma “tutti” gli uomini e le donne», hanno ricordato i due presidenti della rassegna, don Ampelio Crema e mons. Roberto Tommasi. «A condurci su questa traccia sono stati, da un lato, la stessa pandemia, che se per un verso ha messo in luce le dimensioni della fragilità e della solitudine, per un altro ha evidenziato come nella società italiana vi siano anche tante capacità solidaristiche. Dall’altro, l’Enciclica Fratelli tutti di papa Francesco, che si rifà sia alla radice biblica di fraternità, sia a quella storico-culturale con eco nella Rivoluzione francese e nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo», sottolineano. 

Nel Veronese, il Festival Biblico coinvolge provincia (11-13 giugno) e città (18-20 giugno). Tra gli eventi, l’11 giugno a Negrar l’incontro con l’artista e teologo padre Marko Ivan Rupnik e Paolo Ramonda della Comunità Papa Giovanni XXIII, sul tema dell’arte di “portare l’altro nel cuore”. Costruire comunità di fratelli a partire anche dalle esperienze dolorose è l’argomento affrontato a Tregnago, sempre l’11 giugno, con l’ex ministro della Sanità Maria Pia Garavaglia e il medico psicogeriatra Marco Trabucchi.

Cavaion Veronese ospita il 12 giugno un’esperienza di pellegrinaggio da Caprino al Santuario della Corona sulle tracce di fraternità offerte da don Paolo Bolognani di Villa Albarè e dall’attivista per i diritti umani John Mpaliza. A Valeggio sul Mincio, il 13 giugno, l’attore esperto di Dante, Alessandro Anderloni, offre una originale lettura del Purgatorio. 

In città il calendario si apre il 18 giugno al convento di San Bernardino con suor Katia Roncalli. Il 19 giugno la rassegna si interroga sui fenomeni che nella storia scaligera hanno osteggiato la vocazione della fraternità nel ricordo della figura di don Carlo Signorato che al Santuario di Nostra Signora di Lourdes, costruito sull’antico forte militare che fu carcere politico dei nazifascisti, seppe tessere una trama di relazioni d’aiuto affiancando carcerati e condannati a morte. Nel tardo pomeriggio, l’ironia dell’attore Giovanni Scifoni e la sapienza del teologo Luigi Maria Epicoco si uniscono nell’incontro biblico-teatrale al Teatro Romano.

Il 20 giugno al Parco Ottocento le famiglie possono trascorrere una giornata all’aperto in un clima di normalità. «Cercheremo di aprire una finestra sul contesto globale grazie a una serie di videocollegamenti con alcuni ospiti che vivono in altre parti del mondo, come l’America e la Cina, che ci aiuteranno a riflettere su come sentirci fratelli anche da lontano. Grazie alle nuove tecnologie – conclude il referente veronese per il Festival Biblico, mons. Martino Signoretto – oggi possiamo davvero raggiungere diverse latitudini, vivremo allora fraternità e fratellanza in ogni possibile dimensione». 

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