Veronesi nel mondo, l’importanza delle proprie radici

Enzo Badalotti, presidente dell’associazione Veronesi nel mondo, illustra le attività della sua realtà, l’intento di collegare tutti i veronesi, ovunque essi siano, attraverso la forza delle tradizioni e dei racconti da tramandare.

Partiamo con qualche cenno storico dell’associazione.

L’associazione Veronesi nel mondo è nata nel 1972 per un’iniziativa di una decina di persone importanti del Veronese. Quest’anno ricorre dunque il cinquantesimo anniversario dalla sua fondazione. L’associazione è nata con lo scopo di fornire un’assistenza morale e materiale a tutti i nostri emigrati che vivono all’estero e magari cercano di rimpatriare. Promuoviamo anche delle attività di studio sull’immigrazione per svolgere un’azione di collegamento con i nostri emigrati. Inoltre facciamo collaborazione anche con alcuni eventi, in quest’ultimo periodo bloccati a causa della pandemia, che ci ha costretti a passare in streaming. Abbiamo realizzato due progetti veramente molto interessanti: il Festival delle grandi migrazioni e Around the World Ticket, dove ci siamo collegati con tutti i nostri circoli nel mondo. Oltretutto abbiamo organizzato quest’anno un concerto al castello di Montorio per ricordare la tragedia di Marcinelle, in Belgio.

Una curiosità: quanti soci siete in quest’associazione?

Siamo 11 consiglieri e circa 400 associati veronesi e della provincia. E poi abbiamo quelli che si sono sparsi appunto nei nostri circoli nelle varie parti del mondo. Proprio quest’anno poi abbiamo rinnovato il nuovo circolo della Bassa Veronese. È nato quindi un altro circolo che è va a rimpinguare il nostro.

Avete anche realizzato un libro, giusto?

Certo. Questo libro è in collaborazione con il Comune di Verona: abbiamo proposto all’assessora Francesca Toffali l’iniziativa e lei ha subito dato il suo parere favorevole e quindi è partita quest’avventura. Sono antiche storie e racconti da tramandare ai nostri giovani e da raccontare ai nostri nonni, che li hanno vissuti in prima persona. È scritto in italiano, ma c’è anche qualche parola in dialetto veronese. Si tratta di storie, infatti, che a noi sono sempre state raccontate in dialetto. Il Comune di Verona sta organizzando la sua realizzazione in audiolibro, ci sarà un attore veronese che le racconterà. Nel frattempo noi abbiamo realizzato il cartaceo e il PDF si trova sul nostro sito.

Quanto è importante tramandare queste tradizioni e queste storie?

È un gesto molto importante perché lega i Veronesi, ovunque essi siano, alla loro città.

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