Tavolo regionale antiviolenza sulle donne

«Sono molto preoccupata e angosciata per quello che sta succedendo. Abbiamo assistito a una escalation senza precedenti di violenza contro le donne nella nostra regione. Il fenomeno è nazionale ma abbiamo l’obbligo di capire cosa sta succedendo da noi con l’acuirsi di eventi di questo tipo, con femminicidi contrassegnati da una ferocia che è stata rivolta anche contro, mamme molto giovani con bambini piccoli. Di fronte a quello che sta diventando un vero e proprio dramma sociale dobbiamo sentire il dovere di impegnarci a capire cosa possiamo fare più del lavoro già importante che è stato svolto fino ad ora».

Con queste parole l’assessora alla Sanità e ai Servizi sociale della Regione del Veneto Manuela Lanzarin ha aperto i lavori del tavolo “Tavolo di Coordinamento Regionale per la Prevenzione e il Contrasto alla Violenza Contro le Donne”, insediatosi ieri pomeriggio – con collegamento online a causa delle misure per la prevenzione del contagio – e che resterà in carica fino alla fine della legislatura. L’assessora era affiancato dal dirigente dell’UOC Area “Infanzia, Adolescenza, Famiglia e Minori”. Il tavolo riunisce rappresentanti di tutti gli enti istituzionali, come gli enti locali, le Prefetture, le Forze dell’Ordine, l’Ufficio Scolastico, l’ANCI, l’Università, le istituzioni sanitarie e sociosanitarie, la Corte d’Appello.

A conclusione della riunione di insediamento, l’assessora ha condotto anche un successivo webinar che ha visto la partecipazione, oltre che dei componenti del tavolo, anche di oltre 40 rappresentanti di tutti i soggetti promotori e gestori dei 27 centri antiviolenza, delle 27 case rifugio e dei centri per autori di violenza, operanti nel Veneto. 

«È stata avviata subito una proficua discussione, dettata da quello che è accaduto recentemente – sottolinea l’assessora alla Sanità e ai Servizi sociali -. La preoccupazione è condivisa ed è forte. È fondamentale proseguire nel lavoro di prevenzione primaria e secondaria. Per farlo è importante rafforzare la rete in modo che sia in grado di dare risposte ulteriori e precise. Un impegno contrassegnato da una progettualità trasversale, a cominciare dalle scuole, soprattutto in quelle superiori dove le prime esperienze affettive possono originare interpretazioni sbagliate del rapporto amoroso, portando a situazioni possessive di prevaricazione e maltrattamento».

«Continuare a fornire un’informazione adeguata dei servizi che sono s disposizione delle donne che subiscono violenza rimane un obbiettivo primario – prosegue l’assessora -. La rete che vede già coinvolte le farmacie, insieme ai pediatri di libera scelta o il medico di famiglia, deve essere allargata ad altri riferimenti non necessariamente istituzionali. Penso al ruolo che potranno avere le parrucchiere, le estetiste o i tassisti. Figure con le quali le donne hanno una frequentazione e possono entrare in sintonia ricevendo consigli e indicazioni». 

«Dal lavoro del tavolo potrà essere delineata una road map – conclude Lanzarin -. Tra i punti più importanti rimane anche la formazione con un continuo aggiornamento dei soggetti che si occupano di violenza, come il personale operante nei Pronto soccorso, ambiente dove il grande turnover richiede costanza nella preparazione del personale, o in altre situazioni dove può essere intercettato il fenomeno».  

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