Sono vent’anni oggi che Faber si è spento, ma la sua musica continua a risuonare così come le parole delle sue canzoni, che possono essere lette alla luce dei temi che caratterizzano l’attualità. Domani un concerto speciale in Gran Guardia.

Oggi, nel giorno del ventesimo anniversario della morte, Fabrizio De André è celebrato dal mondo della musica e non solo: uno dei simboli della cultura italiana che è scomparso la notte dell’11  gennaio 1999 a Milano, stroncato da un carcinoma polmonare e che lascia una grande e ricca eredità di versi e melodie.

De Andrè cantava specialmente dell’amore, della sua Liguria, dei reietti, degli umili e degli emarginati, osando una vivace sperimentazione letteraria, con arrangiamenti melodici e la sua voce profonda. È considerato un poeta della musica, ricordato soprattutto oggi dai grandi del mondo dello spettacolo con messaggi di cordoglio ed affetto, che al passo con i tempi, colpiscono sui social network: basti pensare che il tweet più cercato e cliccato oggi è proprio #Faber. Faber è il nomignolo con lo definì Paolo Villaggio, gioco di parole con il suo nome e indice della passione per i pastelli omonimi.

14 album in studio, quarant’anni di attività artistica, la Seconda Guerra Mondiale, un rapimento, grandi collaborazioni, la fede e le tematiche politiche sono solo alcuni dei dettagli che fanno De André; quella di oggi in Italia è la giornata dedicata al suo ricordo. Domani sera anche Verona sceglie di onorarlo, con un concerto (gratuito) nel Palazzo della Gran Guardia.

Un concerto che racconterà l’incontro di Fabrizio De André con Ivano Fossati, e che ha portato alla nascita del suo ultimo disco, Anime salve, dedicato alla libertà.  De André ci ha lasciati lui stesso definì un “elogio della solitudine”, che lo ha condotto in tour per l’ultima volta.

Sabato sera, dalle 21:00 saranno due ore di rivisitazioni musicali intense, interpretate da Bifo Combo, Gilberto Gilby Lamacchi, Claudio Moro; saranno presenti sul palco anche Pietro D’elia, Cristina Ribul, ed i disegni poetici di Sara Ferrari.  Si consiglia di arrivare con anticipo.