Bambina

È ormai da alcuni anni che diversi psicologi dell’infanzia e pediatri esortano i genitori: fate annoiare i vostri figli perché, ascoltate bene, annoiarsi serve. E se Leopardi definiva la noia “il più sublime dei sentimenti umani”, un motivo ci sarà.

Di Sara Avesani

FINALMENTE è arrivato novembre e le giornate di prova per gli impegni extrascolastici sono finite, lasciando spazio, per quanto mi riguarda, ad un’unica grande certezza: meno attività e più noia per tutti. La noia, soprattutto nel mondo di oggi, invaso da continui stimoli, ha un’accezione prevalentemente negativa. Tuttavia è nostro dovere rivederne il significato partendo dalle sue origini: l’otium latino, ossia lo spazio destinato al pensiero creativo, alla calma che stimola la fantasia e produce nuove idee. Mi capita spesso di sentire mamme che raccontano di figli, ancora molto piccoli, con agende giornaliere fitte d’impegni: dal nuoto alla danza, dall’inglese al violino o perfino al corso più trendy del momento, il coding (programmazione informatica). Talvolta questi bimbi hanno a malapena un pomeriggio libero a settimana. Sono convinta che questi corsi siano delle bellissime opportunità ed è corretto coltivarle ma nella giusta misura, con equilibrio, ricordandoci che c’è un limite. Il limite è l’inclinazione dei nostri figli, i loro desideri, il loro diritto a trascorrere dei pomeriggi liberi di svago, di dolce far niente senza sentire l’angoscia del fare, fare e ancora fare. Fermarsi non significa diventare pigri, significa riappropriarsi di uno spazio in cui capire cosa ci piace e permetterci di viaggiare con l’immaginazione. Se vissuta come al tempo degli antichi, la noia diventerà allora una risorsa. “Regaliamo ai bambini un tempo vuoto, senza impegni. Non sapranno cosa fare. E lì scopriranno se stessi”.

SI HA COME la sensazione che, se nostro figlio non acquisirà competenze fin da subito, non avrà successo nella vita e, in un mondo cosi competitivo, non riuscirà a farsi strada. Il concetto di fondo è sempre quello:se non si impara da piccoli poi non si impara più. È difficile davvero di questi tempi per noi genitori, riuscire ad ignorare le ansie di volere figli sempre all’altezza, abili in ogni campo. Comprendo perfettamente che fornire loro tutte queste occasioni di apprendimento è un puro atto di amore nei loro confronti, tuttavia dobbiamo essere più forti e fare un passo indietro, assicurandoci che i nostri bambini abbiano un momento per loro di leggerezza, di semplice gioco. La noia è necessaria per crescere, “è uno stato d’animo trainante, stimolante che porta a motivare se stessi, in altre parole è il modo migliore per avere bimbi autosufficienti e felici”. Mi sento di lanciare uno spunto finale: pare che lo stesso approccio valga per far durare i rapporti di coppia, altro che trasgressione e avventure… “l’elisir di una lunga vita insieme si nutre di una buona dose di noia (cit. Habib).