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Bando 2021 Fondazione Just Italia: sostegno a progetti locali di assistenza e solidarietà

«Il legame che ci unisce al nostro territorio d’origine è stretto e costante, come dimostrano le 12 edizioni del bando locale» commenta Daniela Pernigo, Vicepresidente di Fondazione Just Italia.

È una storia di impegno e di promesse mantenute quella che caratterizza l’attività di Fondazione Just Italia, costituita nel 2008 dall’omonima azienda di Grezzana (Verona) che distribuisce a domicilio i cosmetici svizzeri Just. Interprete della costante attenzione alla solidarietà di Just Italia, in 13 anni la Fondazione ha sostenuto 12 progetti nazionali di ricerca medico scientifica per l’infanzia e ben 63 iniziative locali destinate a Verona e provincia, con donazioni per oltre 5,1 milioni di Euro. 

Due le direttrici dell’attività: il supporto a un Progetto nazionale di Ricerca scientifica o di assistenza sociosanitaria per l’infanzia e il sostegno a iniziative di solidarietà nel territorio veronese, a conferma di un legame forte e responsabile con le comunità locali. Ad aprile 2020, con modalità e tempi del tutto eccezionali, il bando locale ha messo a disposizione l’importo di 100 mila euro per progetti legati all’emergenza Covid, con l’obiettivo di rispondere rapidamente e concretamente alle esigenze dei più fragili. Basti pensare che i contributi destinati ad ogni iniziativa sono stati erogati dalla Fondazione nel mese di giugno consentendo di avviare subito, o di proseguire, 9 iniziative solidali correlate alla pandemia.

Il Bando 2021 è già disponibile dal primo gennaio e sarà attivo fino a tutto il mese di giugno e fornisce tutte le informazioni (testo completo, format di candidatura, eventuali contatti) sul sito della Fondazione.

Anche per l’edizione 2021 Il Bando – destinato alle Organizzazioni non profit attive nel territorio di Verona e provincia – si ispira alla missione e ai valori di Fondazione Just Italia e risponde a esigenze locali molto sentite. «Il legame che ci unisce al nostro territorio d’origine è stretto e costante, come dimostrano le 12 edizioni del bando locale» commenta Daniela Pernigo, Vicepresidente di Fondazione Just Italia.

«Questa è la modalità che abbiamo scelto per conoscere direttamente i bisogni prioritari e contribuire a dare una risposta efficace: l’edizione 2020, nella eccezionalità legata alla pandemia, ne ha dato testimonianza con oltre 80 candidature ricevute nel solo mese di aprile. Per la nostra Fondazione è una conferma della fiducia che il mondo non profit del Veronese ci riconosce e di cui siamo orgogliosi» prosegue.

I 9 Progetti selezionati nel 2020 si sono conclusi di recente. Vediamoli da vicino:

Nuovo stile di vita per le comunità psichiatriche: la cooperativa sociale Giovani Amici Veronesi (GAV) di Negrar (VR) ha puntato soprattutto sull’adeguamento delle misure di sicurezza per le comunità psichiatriche, solitamente caratterizzate da spazi aperti che favoriscono relazioni e scambi ma, purtroppo, esposte al rischio di contagio nel contesto attuale.

Per questo, la Cooperativa ha agito sulla modifica degli stili di via all’interno delle strutture e messo in atto un piano di riorganizzazione delle 3 comunità-alloggio, così da non interrompere il servizio riabilitativo e di cura dei pazienti psichiatrici e l’assistenza ai loro familiari anche durante il lockdown. Molte le azioni concrete: rigorose norme igieniche e di sicurezza, contenimento dello stress psicologico dei pazienti attraverso la creazione di percorsi quotidiani di attività, attenzione al benessere psicofisico degli operatori che li assistono –  Alla Cooperativa è andato un contributo di 5 mila euro

Gestione e sanificazione dei mezzi di soccorso 

La Croce Bianca di Verona OdV (Associazione di pubblica assistenza volontaria) ha effettuato nel mese di aprile 2020 ben 300 interventi, a seguito di chiamate al 118. Per questo, un mezzo di soccorso è stato destinato in modo specifico a pazienti Covid, accertati o sospetti, così come è stata allestita – accanto alla sede – un’area destinata alla sanificazione del mezzo e degli operatori, con dispositivi di protezione individuale, disinfettanti e igienizzanti.

Da marzo a giugno la speciale ambulanza ha effettuato 400 servizi e percorso 12mila Km. L’Associazione si è fatta anche carico di consegnare articoli di prima necessità ai pazienti ricoverati in isolamento, impossibilitati a ricevere visite dei familiari – La Croce Bianca ha ricevuto un importo di 8mila euro.

Historie con Voi

Il progetto di Fondazione Historie di Valeggio sul Mincio (VR) ha ricevuto un sostegno di 8mila e 500 euro per una iniziativa destinata ai centri diurni e di sollievo per 110 adulti con disabilità psichiche e cognitive. Il lockdown, che ha imposto la chiusura dei Centri, ha orientato l’organizzazione verso attività di sostegno a distanza per gli ospiti bloccati al proprio domicilio.

Gruppi di coordinamento e di lavoro multidisciplinare hanno messo a punto strumenti fruibili online quali video, esercizi, stimolazioni cognitive, materiali di supporto per i familiari e i caregiver. È stato inoltre creato un servizio di supporto psicologico telefonico attivo H24, acquistati tablet e creati gruppi WhatsApp che hanno garantito continuità educativa e riabilitativa. Il servizio è stato reso disponibile, in una seconda fase, anche per la collettività.

Emergenza pane mensa S. Bernardino

È andato alla Fondazione Frati Minori di Venezia il contributo di 7mila 500 euro per supportare la mensa di solidarietà presso la parrocchia veronese di S. Bernardino che nel periodo di lockdown ha visto aumentare le presenze di oltre il 40%. Il progetto, definito non a caso “Emergenza pane”, ha continuato a rispondere al bisogno primario di cibo mettendo a disposizione, ogni giorno, un pasto – eccezionalmente “da asporto” – per 140 persone italiane e straniere che sono state assistite senza il rischio di assembramenti.

Presso la medesima struttura le persone in difficoltà hanno anche trovato docce e cambio della biancheria. Sono state inoltre messe in atto tutte le misure di sicurezza, protezione degli operatori e sanificazione degli ambienti.

Rete “generativa” per aiuti alimentari

È costituito da volontari il Gruppo Promozionale Quartiere Trieste, attivo nei quartieri veronesi di Borgo Trieste e Borgo Venezia che nel frangente della pandemia supporta persone in difficoltà economica attraverso la distribuzione di vestiario, materiale didattico e per le esigenze quotidiane ma, anche, assistenza per l’istruzione di pratiche e consulenza per la ricerca di un lavoro o di una abitazione. L’attività si è svolta secondo un “modello generativo” che prevede volontari esterni, che mettono a disposizione tempo e capacità, e interni che beneficiano dell’aiuto per il sostentamento della vita quotidiana ma, a loro volta, si adoperano per sostenere gli altri.

Il contributo di 6mila e 500 euro di Fondazione Just Italia è stato destinato all’acquisto di una consistente quantità di alimenti a lunga conservazione, di materiale per l’igiene personale e la cura della persona, e allo stoccaggio in un luogo idoneo. L’assistenza nel periodo di lockdown ha visto anche l’accompagnamento per problemi di natura amministrativa, giuridica e fiscale, così come la distribuzione costante dei prodotti acquistati.

Comunità in connessione

In un periodo segnato dalla pandemia è inevitabile che le persone svantaggiate corrano il rischio di restare “ancora più indietro”. Basti pensare ai bambini e ragazzi con difficoltà sociali ed economiche che vivono nelle comunità, come quelle gestite dalla Cooperativa sociale veronese l’Albero. Il lockdown ha creato pesanti situazioni di isolamento e lontananza sia dalla famiglia d’origine sia dalla scuola.

Per garantire la continuità del percorso scolastico (la scuola è, in molti casi, l’unica leva di riscatto sociale, economico e culturale), la Cooperativa ha messo a punto un Progetto basato sulla disponibilità di tablet per consentire a ogni ragazzo di connettersi sistematicamente e usufruire sia del materiale educativo per la didattica distanza sia del supporto di un operatore presso ogni Comunità residenziale. Per favorire l’utilizzo dei tablet (ben 66, distribuiti agli utenti di 3 centri) sono stati attrezzati gli spazi abitativi delle comunità come “luoghi scolastici temporanei”. L’esperienza ha complessivamente migliorato sia la qualità della formazione, sia i livelli di apprendimento per la maggior parte dei ragazzi. L’iniziativa si è aggiudicata un contributo di 25mila euro da parte della Fondazione.

Cucinieri di strada

Quando la parola d’ordine è stata “restare a casa”, la Ronda della Carità di Verona si è concentrata su chi una casa non ce l’ha: i senzatetto, le cui esigenze primarie sono i pasti quotidiani. Il lockdown ha costretto la Ronda a modificare profondamente la propria attività, sia per l’aumento di richieste, passate da 75 in marzo a 200 nel mese successivo, sia per garantire la sicurezza dei volontari e fronteggiare le insufficienti donazioni di pasti da parte di mense e ristoranti, chiusi per il lockdown.

Questo ha comportato l’acquisto diretto di generi alimentari e di strumenti per cucinarli e distribuirli in maniera adeguata rispetto alle norme di sicurezza e igiene imposte dalla pandemia. I volontari della Ronda della Carità si sono così trasformati in veri e propri “cucinieri di strada”, dotati degli strumenti necessari per non interrompere la loro insostituibile funzione e che per questo dal bando di Fondazione Just Italia hanno ricevuto un contributo di € 30.000. Oggi il centro di preparazione dei pasti è funzionante ed efficiente e la qualità del servizio risulta addirittura migliorata rispetto al periodo pre-Covid19: ora, grazie a 230 volontari, è possibile raggiungere gli utenti (fino a 300 nel mese di ottobre 2020) in tempi più rapidi consentendo loro di consumare la cena in modo più protetto, confortevole e dignitoso.

Tutti in Rete. Insieme si può – contro il Covid 19

Attivato dal 2016 nei comuni di Oppeano e Zevio dall’Associazione Volontari Oppeanesi A.V.O., il progetto “Tutti in rete. Insieme si può” si propone di favorire il benessere psicofisico e la permanenza al proprio domicilio di anziani affetti da demenza e dei loro familiari, assicurando l’assistenza domiciliare di professionisti e volontari.

Un supporto prezioso che Covid19 e il lockdown hanno azzerato costringendo tante famiglie ad affrontare da sole la difficile quotidianità. Il progetto A.V.O. ha consentito di adottare modalità operative riconducibili alle disposizioni nazionali e finalizzate a una maggiore collaborazione con varie istituzioni del volontariato.

Consulenze on line, videochiamate e tutorial, telefonate, monitoraggi a distanza da parte di psicologi, dietisti, fisioterapisti, logopedisti e infermieri si sono affiancati agli sportelli di ascolto e ai volontari, disponibili per commissioni o sostegni telefonici. È stata attivata la collaborazione dei Servizi Sociali per un aiuto psicologico a distanza, effettuati interventi a domicilio, attivato lo Sportello infermieristico a distanza tramite utilizzo di tablet e un gruppo WhatsApp per i contatti con un infermiere dedicato. Il Progetto – che punta al rafforzamento della rete sociale e degli aiuti per gli anziani che vivono da soli – ha ricevuto da Fondazione un contributo di 5mila euro.

Ripresa delle attività “live” per pazienti con Sindrome di Down

L’Associazione Sindrome di Down AGbD porta avanti da tempo il progetto “Autonomamente, per potenziare autonomia e inclusione sociale di persone affette da sindrome di Down. Il progetto – che coinvolge attualmente 38 famiglie con figli affetti da questa patologia – è stato sospeso durante il lockdown, con la riconversione del contatto diretto verso modalità di smartworking e volontariato.

L’iniziativa, sostenuta da Fondazione Just Italia con 3mila euro, è stata definita “Ricominciamo insieme” e ha puntato alla graduale ripresa delle attività e dei rapporti “live” attraverso la riprogrammazione di modalità e contenuti, con attività non più in piccoli gruppi ma attraverso rapporti individuali fra utenti ed operatori.

Sono riprese alcune iniziative realizzate in autonomia; successivamente, alcuni pazienti hanno potuto ritrovarsi con un amico. La dimensione relazionale si è poi estesa a un piccolo gruppo per svolgere attività ludico – ricreative che hanno dato risultati positivi nell’ambito delle relazioni interpersonali e delle regole sociali.