In corso Cavour duellano in bellezza da dozzine di anni. Eretti entrambi dall’immaginazione precisa dell’architetto veronese Michele Sammicheli (anche se per Palazzo Canossa si propende di più per una paternità diversa, quella di Giulio Romano), uno su commissione della famiglia Bevilacqua attorno al 1530, l’altro per volere dei marchesi di Canossa tre anni prima. Entrambi sabato sono stati aperti e visitati da oltre 200 persone con il progetto Verona Minor Hierusalem. 

L’impianto manierista di Palazzo Canossa racconta di passerelle politiche e aristocratiche lunghe secoli (da Napoleone Bonaparte all’imperatore Francesco I d’Austria per arrivare allo zar Alessandro I di Russia), il palazzo fratello, con la facciata divisa in due ordini di eleganza massiccia ha accolto, oltre alla collezione d’arte del conte Marco Bevilacqua, anche i capolavori di Caroto, di Brusasorzi e del Tintoretto. Ora è sede dell’ITCS Lorgna-Pindemonte. Palazzo Canossa, invece, conserva al suo interno la cappella affidata alla Famiglia dei Canossiani. Entrambi sono gemme rinascimentali, quasi date per scontate dalle nostre geografie interiori.

 

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