Philippe Daverio in scena al Festival della Bellezza - credit Elena Zago

Dal 27 maggio al 10 giugno si svolgerà la quinta edizione del Festival della Bellezza, una rassegna internazionale che nel corso degli anni ha acquisito sempre più successo divenendo un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’arte, della poesia, della musica e del teatro. Abbiamo voluto incontrare il direttore artistico, Alcide Marchioro, per conoscere più da vicino il Festival, la sua evoluzione e gli obiettivi che vuole raggiungere.

Già dal sottotitolo, “I Maestri dello Spirito”, si intuisce la direzione che vuole prendere questa edizione. Sono, infatti, grandi artisti del passato quali Shakespeare, Dante, Catullo, Goethe e Mozart, che in qualche modo hanno avuto a che fare con Verona, a ispirare riflessioni sulla bellezza in alcuni dei protagonisti del Festival.

In contesti unici come il Teatro Romano, il Teatro Filarmonico e il rinascimentale Giardino Giusti, interverranno Massimo Cacciari, Philippe Daverio, Alessandro Piperno, Fabrizio Gifuni, Massimo Recalcati, Luigi Lo Cascio, Gloria Campaner, Vittorio Sgarbi, Federico Buffa e Umberto Galimberti.

«Il Festival ha una caratterizzazione ben precisa in quanto legato al patrimonio culturale di Verona – precisa Alcide Marchioroe alle opere dei grandi artisti che hanno tratto ispirazione dalla città. Da qui parte il concetto di bellezza come tensione spirituale e dimensione esistenziale. È sicuramente un aspetto importante della nostra vita ed è legato allo stimolo, all’armonia, ma anche al pathos, cioè alle emozioni che diventano veicolo di conoscenza. È, insomma, in grado di colpire emotivamente e di sconvolgere». Sarà questa la chiave del successo del format che ad oggi conta oltre 50mila presenze, teatri esauriti e, soprattutto, molto interesse.

«Da questo punto di vista – continua Marchioro -, mi accorgo che c’è bisogno di riflessioni non convenzionali e di un legame con il nostro passato. Le opere d’arte diventano dei punti di riferimento culturali su molti aspetti della nostra vita. I classici parlano di noi, raccontano quello che siamo». «Le riflessioni filosofiche – prosegue – riescono a coinvolgere molte persone e a riempire un Teatro Romano di 1800 posti. Sono convinto che ci sia interesse per la complessità. Poi, essendo un’esperienza soprattutto emotiva, lo scenario è importante poiché crea suggestioni».

Oltre ai maestri dello spirito ci saranno altri artisti che si focalizzeranno sul tema principale di questa quinta edizione: gli anni Sessanta e Settanta, in cui ha trovato terreno fertile la canzone d’autore, una commistione di parole, musica, poesia ed espressione teatrale. Philip Glass, Catherine Deneuve, Gino Paoli, Ivano Fossati, MorganStefano Bollani e Goran Bregovic sono gli altri grandi nomi che calcheranno il palco della scena culturale veronese.

«Essendo eventi unici – confida Marchioro – aumenta anche il pubblico che arriva da fuori Verona. La platea è varia ma cerchiamo di tenere alto l’interesse dei giovani coinvolgendoli con agevolazioni, sconti e convenzioni».

In cinque anni il Festival è cresciuto parecchio, aumentando le date. Si è passati, infatti, da cinque a quindici giorni mantenendo gli stessi luoghi e il format teatrale. Ma qual è l’obiettivo? «Ci piacerebbe diventasse un punto di riferimento internazionale per una riflessione sulla bellezza, il ruolo che ha la nostra vita e l’influenza che possono avere i grandi artisti» che, come dimostra Galimberti, possono, in parte, svelare «la segreta legge della vita».

L’evento, promosso dal Comune di Verona, è organizzato dall’associazione Idem nata con lo scopo di promuovere riflessioni sulle nostre identità in divenire, sulle creazioni culturali ed artistiche che delineano gli orizzonti di senso dell’esistenza. Per informazioni sul programma si può consultare il sito internet www.festivalbellezza.it