I veronesi Lorenz Zadro, classe 1985, presidente dell’associazione no-profit «Blues Made in Italy», e l’artista Alexandra Balint, classe 1993, hanno deciso di creare un libro guida per chiunque decida di avvicinarsi a questo tipo di musica. Il titolo parla da solo: «Blues Pills: storie e illustrazioni alla scoperta della musica nera».

«Senza la musica la vita sarebbe un errore». Blues Pills parte dalle origini della musica nera accostandosi alle illustrazioni di Alexandra Balint, che arricchiscono la piccola guida, donandole un elemento di prestigio. Lorenz Zadro, oltre ad essere un chitarrista, autore e collezionista, collabora attivamente con diverse riviste e ha suonato nel Regno Unito in numerosi live club, ricevendo il titolo di «Jammer of the night award»… for class blues licks!; nel 2015, assieme a due soci, ha fondato la società A-Z Blues s.a.s., coordinando molti progetti legati al mondo dell’American Music in Italia e all’estero.
Lorenz, perché è importante aver creato questo libro?
Blues Pills è una sorta di libro didattico in pillole, pensato per coloro che desiderano affacciarsi a questo genere musicale con un approccio cronologicamente ordinato. Le radici di questa musica sono da ricercarsi tra le comunità degli schiavi afroamericani che nel tempo hanno influenzato la musica moderna. La scrittura è volutamente leggera, per non intimorire alcun lettore, unita a un cd di canzoni che partono da una Slave song, per arrivare fino al rock’n’roll di Chuck Berry, passando per il Delta Blues, il Gospel, il British Blues, il Soul, il Jazz ed altro ancora.

Lorenz, il blues attira i veronesi e i giovani?
A Verona ho sempre trovato una risposta incoraggiante da parte di un pubblico sempre più attento e curioso nel cercare in questo genere musicale la matrice tradizionale da cui si sono sviluppate innumerevoli altre tipologie. Willie Dixon, contrabbassista blues, produttore, catalizzatore e compositore tra i più influenti e prolifici della sua epoca, disse: «Il blues è la radice, tutto il resto sono i frutti». In questi anni sto avvertendo, inoltre, l’affacciarsi di un ricambio generazionale sia tra musicisti di notevole spessore sia nel pubblico, dove c’è sempre una più alta percentuale di giovani! Tutto ciò è gratificante per il tanto lavoro di coinvolgimento e divulgazione che, seppur in pochi, stiamo svolgendo con costanza da tempo.

Alexandra, che tecnica ha utilizzato per le illustrazioni dei personaggi della storia del blues?
La tecnica antica dell’incisione, perché è decisa e di grande carattere, e allo stesso tempo semplice ed essenziale, proprio come il blues. Mi piace associare il nero dell’inchiostro e le sfumature del grigio all’emozione che ogni singola canzone ascoltata durante il lavoro mi ha trasmesso dove ogni tonalità di colore si completa con quella melodica.

La guida ha in allegato un cd di 21 tracce (20euro), ed è disponibile su ordinazione in tutte le librerie e sui tradizionali digital stores.