Fabbrica del quartiere

È stato presentato questa mattina il progetto pilota “La Fabbrica del Quartiere”, sostenuto da Fondazione Cariverona all’interno del Bando “Azioni di Comunità”, che valorizza esperienze di welfare comunitario capaci di avviare e catalizzare iniziative di rete tra pubblico e privato.

L’approccio del progetto, che interpella e lega le persone al proprio territoriounendo rinnovamento sociale e “urbanistica del quotidiano”, è riassunto così dall’associazione COCAI Aps: «Immaginare e migliorare la vita nei quartieri, lavorando sul rapporto partecipato tra comunità e territorio urbano. Partendo dalle persone e dalla conoscenza-mappatura del quartiere, per costruire cittadini consapevoli e tentare così di cambiare insieme, dal basso e nella quotidianità, i luoghi in cui ci troviamo a vivere. Attraverso un percorso condiviso di micro-interventi sociali ed urbanistici che possano migliorare il bene-essere del singolo e della collettività, con la cura partecipata e responsabile al bene comune».

Il progetto è stato avviato dall’estate del 2021 nel quartiere di Borgo Roma su iniziativa di COCAI Aps, l’associazione di promozione sociale costituita da tecnici professionisti (architetti, urbanisti ed ingegneri) che dal 2017 lavora sulla trasformazione e riqualificazione urbana e sull’innovazione sociale per generare buone pratiche di rigenerazione urbana nel rispetto della sostenibilità ambientale, dell’innovazione sociale e della cura dei beni comuni. Approccio e metodo che trovano sintesi perfetta nel claim di progetto scelto da La Fabbrica e che campeggia sull’entrata della sua sede: “Che cosa sono le città se non persone?”. La citazione, dal Re Lear di Shakespeare, unisce – appunto – l’umanità ai luoghi di vita comune.

Giulio Saturniurbanista e presidente di Associazione COCAI Aps, capofila del progetto, ha descritto così il contesto in cui nasce l’iniziativa: «La città contemporanea è in profonda crisi, sia per le risorse economiche limitate, sia per la difficoltà a rispondere tempestivamente ai bisogni delle comunità. Bisogni in continua evoluzione. Crediamo, allora, che una risposta grande ed inaspettata possa arrivare dai suoi cittadini che però, non sempre, sanno esprimere esigenze e competenze, perché – a volte – neppure loro stessi le conoscono. Occorre, allora, saper intercettare questi bisogni e valorizzare queste capacità; sostenere il territorio nel recupero di spazi pubblici e nella costruzione di comunità più coese e solidali. Lavorare perché le città possano crescere, creare e cooperare anche grazie al contributo dei propri giovani. Per questo è nata La Fabbrica del Quartiere, un approccio che va supportato e facilitato».

La sede in via Bruto Poggiani

La presentazione

Alla presentazione nella sede di via Bruto Poggiani 2 – nel complesso edilizio “Il Borgo” – diventata luogo di partecipazione attiva per tutta la comunità di Borgo Roma, hanno partecipato i referenti dei partner di progetto: accanto a COCAI, infatti, si sono aggregati Energie Sociali Cooperativa Sociale Onlus, Associazione AGILE, Associazione Culturale le Falie, Associazione Verona FabLab, Cooperativa Sociale ReverseCOSP VERONA (Comitato Provinciale per l’orientamento scolastico e professionale di Verona) e il Comune di Verona.

Presenti Federico Sboarina, sindaco di Verona, Ilaria Segala, assessore Pianificazione Urbanistica del Comune Verona, Raimondo Dilara, presidente Circoscrizione 5 Veron, Marta Cenzi, responsabile Attività Istituzionali Fondazione Cariverona, Giulio Saturni, urbanista, presidente Associazione COCAI Aps, Chiara Castellani, presidente Energie sociali Cooperativa Sociale ONLUS, Michele De Mori, architetto, presidente Associazione AGILE e nel team di COCAI aps, Francesco Avesani, ingegnere, project manager dell’Associazione COCAI Aps e nel team operativo e Ilaria Andreasi, community manager de La Fabbrica del Quartiere.

Accanto a loro anche il giovane gruppo di lavoro dalle competenze multidisciplinari – architetti, ingegneri, i community manager di “Energie sociali” – che mantiene aperta la sede dieci ore a settimana, punto fisico di informazione sul progetto, sede delle attività e luogo di condivisione e auto-organizzazione di iniziative. Qui trovano posto anche due grandi mappe illuminate del quartiere, su cui il team lavora alla prima fase di mappatura di comunità.

Le tre fasi del progetto

Destinato, in particolare, a giovani tra i 16 e i 35 anni, il progetto è di durata biennale ed è suddiviso in tre fasi distinte. Il primo anno, avviato nell’estate del 2021 e tuttora in corso, è dedicato alla mappatura di comunità, una conoscenza dettagliata del quartiere attraverso proposte culturali, interviste e laboratori; la seconda fase è di “restituzione al territorio”, con azioni di microprogetti di rigenerazione urbana. Dopo l’elaborazione dei “dati” raccolti durante la mappatura, è la fase più operativa del progetto in cui si andranno ad attivare i laboratori “artigianali” degli altri partner. Iniziative culturali, corsi sul digitale, laboratori artigianali con Le Falìe, Verona Fablab e Reverse. Quindi, una terza fase, la parte più sfidante e “definitiva” del progetto, che proverà a dare avvio ad un’impresa sociale per mettere a regime le attività della Fabbrica con il protagonismo dei giovani formati.

Nel corso della presentazione, sono intervenuti i referenti dei partner del progetto. Marta Cenzi, responsabile Attività Istituzionali di Fondazione Cariverona, ha commentato«Con il Bando “Azioni di Comunità” Fondazione Cariverona ha voluto accompagnare esperienze di welfare comunitario sostenendo percorsi di trasformazione e rinnovamento dell’offerta dei servizi e dei processi in ambito sociale. Diamo voce alla prossimità, alle relazioni di comunità, ai luoghi di vita che possono diventare occasione di incontro, scambio e crescita. La Fabbrica del Quartiere mette al centro del proprio agire le giovani generazioni, creando per loro e con loro occasioni di presenza, di partecipazione alla vita di quartiere, di azione creativa e di occupazione. Ci è sembrata, questa, una prospettiva generativa capace di costruire valore per il territorio e per le comunità che lo abitano».

Anche Chiara Castellanipresidente di Energie sociali Cooperativa Sociale ONLUS, ha insistito su giovani e comunità«Il sociale ha bisogno, oggi, di rapportarsi con professionalità molteplici per affrontare la complessità che territori e comunità sono chiamati a vivere. Come Energie Sociali siamo presenti in Borgo Roma da diversi anni con attività che hanno “al centro” i giovani: le comunità educative per adolescenti, gli interventi di housing sociale, il cohousing giovani, le esperienze di “Ci sto? Affare fatica”. Collaboriamo sul territorio con realtà pubbliche e private per ridare valore al senso di comunità e di appartenenza al quartiere. Questo spazio, sede della Fabbrica, è uno dei tre spazi comuni del condominio, di cui ci occupiamo con la gestione socio-immobiliare, a disposizione del quartiere».

Infine Francesco Avesaniingegnere, vicepresidente di Associazione COCAI Aps, ha raccontato l’attività di mappatura: «La mappatura di comunità è un processo straordinario che supera la distinzione tra mappatori e mappati: con noi, lavorano i giovani e le decine di persone incontrate nel quartiere. È una condivisione di esperienze, conoscenze e competenze ricca e sorprendente. Mappare è un’azione di cittadinanza attiva perché ci mette in relazione e porta a confrontarsi su tante questioni: su paure, percezioni e prospettive diverse. In questo senso Borgo Roma si sta rivelando un quartiere dalle enormi potenzialità, molto eterogeneo e diversificato nelle sue parti».

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