Prima una sosta in Feltrinelli per spiegare il suo “Manuale di volo per Uomo” poi lo spettacolo vero e proprio stasera al Camploy. Simone Cristicchi interpreta un quarantenne rimasto bambino, con un problema preoccupante: qualunque cosa guardino i suoi occhi – dal fiore di tarassaco cresciuto sull’asfalto, ai palazzi di periferia – tutto è stupefacente e affascinante!

Per molti è un “ritardato” da compatire, per alcuni un genio. Sicuramente è un tipo strano, che ama dipingere un mondo tutto suo, contare le lettere che formano le parole, camminare lentissimo seguendo una sua indecifrabile traiettoria.

In realtà, Raffaello è un “Super-Sensibile”, e in quanto eroe possiede dei poteri speciali: la sua mente è dotata di una lente di ingrandimento che mette a fuoco i dettagli che sfuggono agli altri. Forse “volare” significa non sentirsi soli, avere il coraggio di buttarsi nella vita, mantenendo intatto il bambino dentro di noi. Una favola metropolitana surreale, ricca di emozioni, musica e poesia.