Le note positive: un volontariato forte e radicato da decenni sul territorio che ha saputo reagire all’impatto negativo della pandemia con tenacia e creatività e che sta uscendo da questi anni complessi provato ma anche rafforzato, con nuova linfa e giovani volontari pronti a mettersi a disposizione e sperimentare. E ancora, nuove sinergie sul territorio, tra enti e istituzioni con una nuova legge sul Terzo settore che amplia gli orizzonti del sociale includendo formalmente attività culturali, sportive, ricreative e molto altro e che crea spazio per nuove alleanze tra pubblico e Terzo settore.

E le note negative: costi e rincari che pesano anche e soprattutto nelle casse delle associazioni non profit; ristori che difficilmente arrivano a offrire refrigerio al mondo del volontariato, che pure rappresenta un perno insostituibile per il welfare. Non ultimo, una nuova legge sul Terzo settore, datata 2017, che ancora stenta ad attuarsi pienamente sul piano operativo con alcuni decreti attuativi ancora da approvare, tra cui il pacchetto fiscale.

In estrema sintesi, è questo il quadro entro cui si muove l’associazionismo veronese e sui cui si focalizzano i lavori di questa mattina. Per i 25 anni di attività, il CSV, Centro di Servizio per il Volontariato, ha organizzato il convegno “30 anni di volontariato: cos’è cambiato e dove andiamo?” che, a 30 anni dall’entrata in vigore della prima normativa nazionale sul volontariato e a 5 anni dal Codice del Terzo Settore, propone uno spazio aperto per riflettere e confrontarsi sul nuovo assetto. L’obiettivo è conoscere i partner legati a doppio filo al Terzo settore e come si muovono sul territorio per raccontare buone pratiche di coprogettazione e sperimentarne di nuove. Inoltre, capire come si sta dettagliando la Riforma del Terzo settore che quest’anno si è arricchita di nuovi tasselli fondamentali per decretarne l’effettiva operatività.

«Ora entriamo nel merito dell’operatività della Riforma con nuove regole di funzionamento concrete, alcune già arrivate molte altre da venire e sulla cui costituzione stiamo costantemente vigilando, grazie anche al lavoro di CSVnet, l’associazione nazionale dei CSV territoriali» spiega il presidente del CSV di Verona Roberto Veronese. Tra gli interventi più attesi, infatti, quello di Chiara Tommasini, veronese, ora alla guida di CSVnet. «Nell’ultimo anno, a livello nazionale dati Istat alla mano, un milione di persone non è riuscito a proseguire il proprio impegno nel volontariato. Non è un grido d’allarme ma è un numero che ci deve far riflettere. Chiediamo sostegni concreti ed effettivi alle associazioni di volontariato e al mondo del Terzo settore che, come imprese e famiglie, stanno soffrendo il caro energia. Non è pensabile accorgersi sempre all’ultimo momento che le realtà sociali risultano escluse dai ristori previsti», è l’appello che Tommasini ha rivolto a quello che sarà il nuovo esecutivo.

«Con la Riforma, anche il nostro ruolo come CSV si è allargato. Avere un nuovo assessorato al Terzo settore per il Comune di Verona rappresenta una buona opportunità sul territorio per gettare le basi di un’ampia collaborazione tra realtà diverse: dalle istituzioni, alle amministrazioni locali, dalle aziende sanitarie al mondo accademico, dall’associazionismo al non profit: l’obiettivo di questa giornata è capire come lavorare insieme al meglio per la collettività, tra buone prassi già consolidate e altre da costruire, sulla base delle novità che nuove leggi e le nuove esigenze comportano», analizza Cinzia Brentari, coordinatrice del CSV di Verona.

Molti interventi della mattinata, infine, hanno riguardato il tema dell’azione civica e sociale come collaborazione tra attori diversi: Terzo settore e volontariato, pubbliche amministrazioni, cittadini e donatori. Erano presenti in sala Marani i rappresentanti di Azienda sanitaria scaligera ULSS9, Conferenza dei Sindaci, Comune di Verona, Fondazione Cariverona, Università degli Studi di Verona; realtà che oltre a patrocinare l’evento, sono state importante parte attiva del confronto, tra riflessioni e l’illustrazione dei concreti progetti attivi sul territorio. Ad aprire il convegno, dopo i saluti delle istituzioni, Tommasini e a seguire Luca Gori, docente di diritto Costituzionale della Scuola Sant’Anna di Pisa e Luciano Gallo, referente contratti pubblici e innovazione sociale del diritto del Terzo settore di ANCI Emilia-Romagna. Nella seconda parte della mattinata di lavori, invece, si è svolta una tavola rotonda di approfondimento su esperienze veronesi di co-progettazione tra istituzioni diverse e Terzo settore per il bene comune.

Guarda il convegno:

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