Dal 5 giugno al 1 agosto nella chiesa superiore di San Fermo Maggiore si può visitare la mostra “Il Cenacolo di Leonardo da Vinci Dalle crepe la luce, curata da suor Maria Gloria Riva e dall’associazione Rivela. Parallelamente alla mostra si svolgerà anche la rassegna culturale La tavola della cultura curata da Erika Prandi e promossa dalla parrocchia di San Fermo Maggiore.

«La mostra permetterà di comprendere maggiormente l’avventura umana di Leonardo e di vedere più da vicino la rappresentazione del Cenacolo – commenta don Maurizio Viviani – Questa grande riproduzione ci consente di entrare ancora di più nel grande mistero dell’Ultima Cena di Gesù con i suoi apostoli».

«La presenza di tante persone testimonia come la vivacità culturale della nostra città attragga tanti cittadini veronesi – commenta l’assessore alla cultura Francesca Briani -. Grazie agli organizzatori che hanno dato vita ad un programma che arricchirà i prossimi mesi. Ringrazio l’associazione Rivela per l’opportunità che ancora una volta ci offre attraverso le interessanti mostre itineranti in grado di intercettare non solo un pubblico di studiosi e appassionati, ma anche generazioni diverse.

Verona quest’anno celebra i 700 anni dalla morte di Dante attraverso un programma multidisciplinare ricco e uno dei punti danteschi è proprio questa chiesa. San Fermo sa essere un luogo vivo per la comunità dei suoi fedeli ma anche perché capace di dialogare con iniziative come quella di oggi e di rendere fruibile il suo ricco Patrimonio».

L’esposizione è composta da trentotto pannelli che si sviluppano lungo le pareti laterali della chiesa e seguono un percorso in senso orario che tramonta con il grande Cenacolo, posto dietro l’altare maggiore. La sua posizione, volutamente decentrata, permette al visitatore di avere un punto di fuga sulla figura del Cristo che emerge accanto all’altare dove si celebra l’eucarestia. La visione unitaria, l’ambientazione che pare fondersi perfettamente con le opere e la scelta cromatica dei pannelli che si integrano con i colori degli affreschi alle pareti, ne fanno un’esposizione unica nel suo genere.

A renderla unica è anche la presenza del mausoleo Della Torre in cui è sepolto Marco Antonio, medico e studioso di anatomia che ha conosciuto Leonardo durante la sua breve esperienza professionale a Pavia nel 1511. I due strinsero un’amicizia che, secondo il Vasari, fu decisiva per le ricerche anatomiche di Leonardo.

La mostra si concentra sul periodo milanese di Leonardo presso la corte degli Sforza (che va dal 1482 al 1499), durante il quale ha dipinto il Cenacolo nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie. Il percorso è diviso in cinque sezioni: la vita, i luoghi, l’ambiente, il testamento e, infine, il capolavoro raffigurante l’ultima cena.

«Il titolo Dalle crepe la luce, ispirato alla frase contenuta in una famosa canzone, è quanto mai descrittivo del periodo che tutti abbiamo appena passato – dichiara Ermanno Benetti, presidente dell’associazione Rivela – Molte delle nostre certezze hanno subito delle crepe, anche dolorose, ma attraverso di esse abbiamo avuto anche la possibilità di riconoscere il vero valore della vita. Con questa esposizione vogliamo portare un po’ di luce, un messaggio di speranza, da una delle chiese più rappresentative della nostra città». 

L’esposizione si può visitare il sabato dalle 11 alle 17.30 e la domenica dalle 13.30 alle 17.30. A disposizione dei turisti ci sarà un QR-code dal quale è possibile ascoltare il podcast, mentre le visite guidate saranno dalle 16 alle 17.30 a cura dei volontari dell’Associazione Rivela. L’ingresso è per giunta libero per i residenti nella Diocesi di Verona.

«Insieme alla mostra abbiamo voluto organizzare anche una rassegna culturale con personaggi e temi di caratura nazionale – spiega la curatrice Erika Prandi – così da poter offrire ulteriori momenti di riflessione e di dialogo. Crediamo, infatti, che ora più che mai ci sia il bisogno di recuperare il valore delle relazioni umane e il senso di appartenenza ad una comunità. Ed è per questo che tutti gli appuntamenti rimangono, come sempre, gratuiti».

Dopo il primo evento fuori mostra con Mauro Magatti e Monica Martinelli prosegue il 10 giugno con Andrea Mirenda e Giancarlo Zucconelli che alle 18 presenteranno il libro Dante nella Verona Scaligera; il 15 giugno, sempre alle 18, Luigi Mascheroni, giornalista della redazione Cultura e Spettacoli de Il Giornale, presenterà on-line “Libri. Non danno la felicità (tanto meno a chi non li legge)”; il 19 giugno, alle 16, Paolo Aleotti, giornalista Rai, parlerà di temi ambientali e con lui ci saranno il WWF e l’associazione Il Carpino; alle 19.30 si esibirà Eleonora Aleotti, soprano; il 22 giugno, alle 18, Giuseppe Lupo, candidato Premio Strega 2020 presenterà il suo ultimo libro “Il pioppo del Sempione in un incontro dal titolo Raccontiamo storie per conoscere chi siamo“; Il 29 giugno, alle 18, Maria Elena Colombo, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e all’Accademia di Brera, presenterà il suo libro “Musei e cultura digitale“; il 3 luglio, alle 16, sarà la volta di Paola Artoni, già direttrice del Museo dei Madonnari, che parlerà dell’arte effimera durante l’esibizione di un Maestro madonnaro; il 6 luglio, alle 18, Giorgio Simonelli, docente e opinionista di Rai Educational, parlerà on line della figura di Leonardo nella televisione italiana; il 13 luglio, alle 18, frate Ernesto Dezza, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e alla Pontificia Università Antonianum, parlerà di “Giuda, l’abisso della libertà“. Altri incontri sono in via di conferma, così come gli sponsor.

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