Mattia Cacciatori ha abbandonato la vita da fotoreporter per tornare alle origini e ricominciare. Si chiama Cascina Albaterra il progetto di realizzare un ecovillaggio che sta oggi prendendo forma passo dopo passo come una pianta dal suo seme, sulle colline di Soave.

di Matteo Bellamoli

Tornare alla terra per riscoprirne il valore, l’amore e la semplicità. Parte da questi profondi presupposti il progetto “Cascina Albaterra”, un ecovillaggio che sta nascendo a Fittà di Soave, sulle colline di Castelcerino, grazie al sogno di Mattia Cacciatori, fotoreporter internazionale che oggi ha deciso di dedicarsi al ritmo genuino e sincero della terra. Lo abbiamo incontrato per conoscere da vicino questa esperienza, unica a Verona.

Mattia, da fotoreporter impegnato in viaggio per il mondo a pastore sulle colline di Soave. Cosa l’ha spinto a fare un cambiamento così radicale?
Negli anni in cui ho viaggiato ho compreso che la mia via era quella di una vita molto più semplice e molto più legata alla terra. Vedere il costante sfruttamento che subiscono altre persone per produrre quello di cui necessita la piccola parte ricca del mondo, come petrolio, plastica, energia, diamanti, ma anche tutta la frutta che arriva dal Sud America, il tè, il cacao mi faceva sentire il peso del mio vivere. Ho compreso di non voler più far parte di questo sistema e così ho iniziato a ripensare la mia vita, allontanandomi il più possibile dal paradigma dello sfruttamento per prendermi cura di me stesso e, soprattutto, di tutto quello che mi circonda.

Perché ha scelto proprio le colline di Soave?
Due anni e mezzo fa ho conosciuto la realtà dell’Associazione “Sulle orme”, dove al momento vivo e lavoro, anche se con un concetto di occupazione completamente diverso da quello che siamo abituati a considerare. Siamo un’associazione laica dove ognuno segue lo spirito che vuole seguire e cinque anni fa è stata creata una cooperativa nella quale cerchiamo di dare lavoro alle persone più svantaggiate. Viviamo con i ritmi della terra, produciamo marmellate e olio provando ad essere autosufficienti.

Come nasce l’idea di Cascina Albaterra?
Mentre ero nei boschi di Castelcerino ho avuto un fortuito incontro con Alberto Coffele, proprietario dell’omonima cantina, che da anni produce vini biologici e con il quale abbiamo chiacchierato a lungo. Abbiamo trovato un’unione di intenti e ho iniziato a fare il pastore per lui, pulendo vigneti e scarpate, producendo formaggio e latte con. Da qui è nata l’idea di creare un ecovillaggio, sui terreni di Coffele, che si è offerto di mettere a disposizione la superficie per costruire. Per ora abbiamo capre, pecore, un orto sinergico, galline e ci produciamo carne, lana, latte, formaggio e uova. Il progetto dell’ecovillaggio ha preso forma e ora, con la provvidenza, puntiamo a realizzarlo.

 

Un progetto come questo troverà sicuramente l’interesse e l’affetto delle persone di queste zone e non solo. Come possono sentirsi coinvolti nella realtà della Cascina?
Per coinvolgere il territorio abbiamo iniziato da poco con una serie di laboratori ed eventi. Abbiamo in programma corsi sulle erbe officinali, sulla fotografia in natura, sulla produzione di vestiti naturali, musicoterapia, onoterapia e molto altro ancora. Ma Cascina Albaterra, pur essendo un ecovillaggio in costruzione, è già inserita in due grandi realtà: RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici) e WWOOF World-Wide Opportunities on Organic Farms. Grazie a quest’ultima abbiamo la possibilità di offrire ai ragazzi di tutto il mondo l’opportunità di fare esperienza da noi per imparare il lavoro dei campi, della terra e della natura in un ambiente armonico.

Quello che sta nascendo con Cascina Albaterra è sicuramente un suo sogno ma cosa la spinge a credere davvero a questa nuova vita?
Vorrei essere parte di questo mondo e non di rifuggirlo. Ho deciso di stare tra la gente, perché nella collaborazione e nello scambio interpersonale vivono la speranza e il cuore della società. Vorremmo poter ospitare un’oasi felice dove poter coltivare, coltivarsi, amare ed amarsi. Sì, credo nelle utopie e spero che un giorno, non troppo lontano, Cascina Albaterra sia uno dei punti di una grande rete, un ecovillaggio diffuso che viva di reciprocità: chi farà il pane, chi raccoglierà erbe, chi farà il miele, poco importa: tutti condivideranno il frutto del proprio lavoro con gli altri. Sogno un interscambio vivo che faccia apprezzare la fatica e il lavoro di tutti i giorni nella condivisione.

——————–I volti di Cascina Albaterra
Cascina Albaterra coinvolge oggi una decina di persone che ci credono e ci stanno mettendo tutta la loro spinta emotiva e creativa. Oltre a Mattia il gruppo conta anche Alberto Coffele, Simonetta Guadin, Don Paolo Pasetto, parroco di Marcellise e fondatore della Comunità “Sulle Orme”, Chiara Coffele, Davide Zuanazzi, Giulia Zanetti e Serena Abagnato.
Tutte le informazioni sul sito www.cascinaalbaterra.it
——————–Il taglio del nastro
L’inaugurazione di Cascina Abaterra è in programma per il 30 luglio, dalle ore 10, in via Libertà 53 a Castelcerino di Soave. Dalla meditazione in vigna all’Acroyoga passando per inediti assaggi di terapia con gli asini e perché no, pure qualche dritta di apicoltura. La condivisione è la parola d’ordine della giornata che, neanche a dirlo, è a ingresso libero.

 

Articolo precedenteLupi in Lessinia: aumentano le predazioni
Articolo successivoUn mese di funicolare, scricchiolii e critiche