E così, quasi sul più bello, è calato il sipario su Expo Milano 2015. Diciamoci la verità, gli italiani, e non solo loro, all’Esposizione Universale ci stavano prendendo gusto, nonostante le lunghe code e gli infiniti bagni di folla delle ultime settimane lungo il cardo e il decumano, le due vie principali del sito espositivo. Altri, tra cui il sottoscritto, ad Expo ci si stavano proprio affezionando.

Sì, perché questo grande appuntamento internazionale, bistrattato ampiamente alla vigilia per i noti motivi che noi tutti conosciamo, non solo ha raggiunto molti degli obiettivi che si era posto, tra cui quello ambizioso degli oltre venti milioni di visitatori a cui davvero in pochissimi avevano creduto, ma ha anche dimostrato di essere molto di più di un gigantesco evento fieristico calato dall’alto per il volere di qualcuno o per gli interessi di pochi.

Per sei mesi Expo ha rappresentato una sorta di fenomeno di costume, all’interno del quale milioni di italiani e di stranieri hanno potuto respirare aria nuova, in un’atmosfera che da troppo tempo mancava nel nostro Paese. Cordialità, spirito di collaborazione, di condivisione, pazienza, sorrisi, interesse, curiosità, e poi ancora, senso di meraviglia, voglia di conoscere, entusiasmo, fiducia, ottimismo…sono alcuni dei “Trending Topics”, dall’inglese “temi in tendenza”, che sono emersi dall’Expo di Milano attraverso i feedback dei suoi visitatori.

Il dato ufficiale parla di 22.188.674 di persone (circa 6,5 dall’estero) che hanno varcato i cancelli d’ingresso per godersi uno spettacolo unico nel suo genere, irripetibile, fatto di luci, colori, architetture e contenuti speciali che dal 1 maggio al 31 ottobre hanno permesso alle 147 nazioni partecipanti di accendere i riflettori sul tema generale “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

Già, il tema generale. Erroneamente è stato associato in modo esclusivo all’argomento alimentazione. Chi ha potuto visitare Expo più volte, avrà capito che Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita si poteva scorporare in quattro filoni sui quali, ogni singolo Paese ha deciso di porre l’accento.

Nutrire”, quindi alimentazione, sicuramente il più gettonato, ma anche Pianeta, quindi tutte le tematiche legate al rispetto dell’ambiente; e poi Energia, con il chiaro riferimento ai temi del risparmio energetico e dell’innovazione tecnologica e Vita, quindi una riflessione anche sull’uomo.

Quest’ultimo è il caso del Padiglione della Santa Sede, che ha accompagnato i suoi visitatori in un percorso di riflessione sulle principali criticità che affliggono la nostra società e sul senso di indifferenza dilagante delle persone. Ma anche sulle soluzioni e sui progetti internazionali avviati proprio dal Vaticano nei territori più poveri della Terra che lasciano fiducia e speranza per un radicale cambiamento. “Non di solo pane, ma anche di spirito e di condivisione vive l’uomo”. Questo il messaggio profondo del Vaticano.

Ma se a Milano i numeri e le reazioni positive fanno parlare giustamente di un successo incredibile, cos’ha lasciato l’Expo al di fuori dei confini meneghini? In questi primi giorni ho letto e sentito considerazioni che si soffermavano spesso solo sui numeri e sulle statistiche. Quanti turisti in più avrà portato Expo a Verona? Che benefici in termini economici ha lasciato nella nostra città? Beh, questo lo sapremo forse a fine anno, con il consueto bilancio redatto dalle istituzioni preposte.

Io vorrei andare oltre. Utilizzando una similitudine, vedo l’Expo come un grande sasso lanciato in uno stagno rifermo. Sapete quando si generano quelle onde concentriche di energia e movimento che si propagano verso l’esterno? L’esperienza eterogenea di 45 soci che si sono uniti un anno fa nell’associazione VeronaExpo, che ho la fortuna di presiedere, ricorda proprio questo. Molte realtà, molte associazioni, molte aziende, pur non avendo chiaro alla vigilia cosa significasse questo grande appuntamento internazionale e quali reali effetti avrebbe avuto a livello locale, si sono mosse, si sono attivate grazie a questo enorme sasso, alimentando e rimpolpando i palinsesti di appuntamenti, di serate,  di incontri, inaugurando canali di comunicazione nuovi, creando relazioni, sinergie, scambi e condivisioni. L’Esposizione ha rimesso in moto le menti e l’entusiasmo della gente.

Penso sia questo, in fondo, il vero grande successo di Expo.

 

Articolo di Matteo Scolari per Verona Fedele del 08/11/2015