Parlaci innanzitutto di te: come nasce Forza Tempo e come divieni promoter oltre che speaker?
Veridiana alla settantesima edizione del Festival.

«Forza tempo è l’agenzia per cui lavoro, all’attivo oramai da dieci anni a Milano, ufficio stampa di artisti associato all’etichetta discografica G Records. Prima della sua realizzazione mi occupavo di management nelle telecomunicazioni, ma ho deciso di lasciare il tutto per dedicarmi al mio amore primario: la musica.

Solitamente sono presente al festival di Sanremo dalla sala stampa Lucio Dalla, la più importante, dove vengono selezionate in base alle richieste giornalisti, radio e TV da tutta Italia e si svolgono le conferenze stampa. Alla sala è concesso anche l’assegnazione del premio della critica e solitamente tutto si svolge al Palafiori all’interno dello spazio di Casa Sanremo. Quest’anno per ovvi motivi ho deciso di partecipare da casa, ma la sala è stata trasferita al casinò di Sanremo dove tutti seguiranno diverse procedure nel rispetto delle normative anti-Covid per accedervi. Quando il Festival si fa vivo dei colori e delle persone che gli sono propri faccio anche da speaker per una vetrina, con il mio programma radio Beauty Outing, presso uno dei negozi d’abiti più antichi della città».

Raccontaci proprio della tua esperienza sanremese. Quali ricordi porti più di altri nel cuore?

«Questo sarebbe stato il mio decimo anno di sala stampa Rai a Sanremo. Quasi tutte le edizioni sono state importanti per me. Forse quella più “goduta” è stato dell’anno di Claudio Baglioni, poiché c’era una persona competente, che capiva di musica, un artista specializzato con uno staff altamente qualificato. Quello che mi piace è che la Rai, che approfitto per ringraziare, mi da voce per intervistare sempre tutti gli artisti.

Tra le interviste ricordo quella tenuta in dialetto leccese con i Boomdabash, essendo tutti originari di lì; era piaciuta molto alla Rai e loro erano davvero coinvolti. Altro episodio che ricordo piacevolmente è stato quando ha partecipato Gabbani, che ci ha fatto ballare e cantare come pazzi. L’ultima sera è sempre la più bella, tutti dalla sala stampa festeggiamo e portiamo qualcosa di diverso da mangiare. Ogni anno è una sensazione a sé e unica».

Cosa pensi invece di questa edizione del festival?

«Ho sollevato in verità delle critiche, anche sui social, perché facendo da ufficio stampa ovviamente mi trovo a vivere in una situazione dove i teatri sono chiusi, le location per far andare i nostri artisti sono chiuse; un artista ha bisogno di esibirsi dal vivo, dell’ossigeno, dei suoi fans, dei live. Se tutto questo si ferma perché fare Sanremo?
Lamento questa cosa perché sopravvive il lato economico su quello artistico. Si tratta di un giro di interessi che non apre nessuna porta, considerando che Sanremo in questi giorni è zona rossa. La situazione fa sì che si perda lo spirito del festival, solitamente pieno di artisti in mezzo alla strada, di gente che respira vera musica. Che respiro farà in questa settimana? A mio parere avrebbe avuto senso posticiparlo d’estate o farlo televisivo all’interno degli studi Rai.

Ad ogni modo Sanremo è Sanremo e rimarrà tale. Mi auguro si ritorni come prima e che si riaprano i teatri perché quello è ciò che veramente conta. La musica sta soffrendo tantissimo e noi abbiamo della gran bella musica in Italia, tanti artisti ne fanno ma le condizioni economiche spesso prevalgono sulla vera arte».

Mi hai parlato di una puntata speciale all’interno del tuo programma. Dicci come possiamo seguirla.

«Giovedì farò uno speciale Sanremo dalle 17:00 alle 19:00 in diretta in collegamento con un fonico Rai, con Robi Facchinetti, Mario Lavezzi, Piero Cassano, fondatore dei Matia Bazar e produttore e autore. Mi piace parlare con grandi musicisti del settore e con loro parlerò e commenterò il festival. Ascoltateci su Silver Music Radio!».

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