Non è poi così lontano il Paese del Sol Levante. Come destinazione, affascina sempre più italiani: nel 2016 sono stati quasi 120mila (dati Japan National Tourism Organization) ad affrontare le ore di volo necessarie per raggiungere la capitale Tokyo. Ne vale la pena? Per incuriosirvi, e senza la pretesa di essere esaurienti, qualche consiglio… Ve lo diamo noi

1 #jrpass
Treni che spaccano il secondo, indicazioni chiare, mappe che s’illuminano, e addirittura parlano, per fornire indicazioni ai passeggeri. Messo piede giù dall’aereo, tutto ciò che ha a che fare con i mezzi di trasporto – dai treni ad alta velocità, gli shinkansen, alla metropolitana per arrivare a bus e taxi – fa rima con efficienza. Per macinare chilometri, c’è il Japan Rail Pass: un abbonamento a misura di turista che facilita gli spostamenti, anche con corsie preferenziali nelle stazioni; vale per alcuni treni e qualche metro del fitto groviglio di linee che disegnano la megalopoli di Tokyo.
Da provare: Qualche fermata del Yurikamome, il treno senza conducente che collega l’isola artificiale di Odaiba nella baia di Tokyo alla terraferma.

2 #torii
Impensabile visitare il Sol Levante senza imbattersi in pagode, padiglioni, templi buddisti, altari shintoisti. Si passa da costruzioni ricoperte d’oro a edifici dall’austera semplicità, da santuari brulicanti di persone immersi nel verde dei boschi a magnifici giardini che sono la quintessenza della raffinatezza e della precisione. Kyoto in particolare, l’antica capitale del Giappone, è la città dei mille, e più, templi. A segnalarli sono le porte sacre, i torii: imponenti archi di legno, spesso colorati di rosso, come quelli del Fushimi Inari Taisha a Kyoto. Attraversarli è un modo per purificare l’anima. E per riempirsi gli occhi di bellezza.
Da provare – Una visita al santuario shintoista di Itsukushima, sull’isola sacra di Miyajima, dove la porta sacra con l’alta marea fluttua magicamente sull’acqua.

 

3 #bento
È il cestino da merenda. Una scatola, meglio se di legno laccato, dai piccoli scomparti: contengono cibi di ogni forma e colore, accompagnati dall’immancabile riso. C’è chi la porta con sé al lavoro, chi in viaggio sul treno; chi al parco per mangiare all’ombra di un ciliegio in fiore. Bacchette alla mano, in Giappone il cibo è una cosa seria. Ce n’è per tutti i gusti: dal sushi che viaggia su rotaia alle infinite portate della cena che si consuma in un ristorante tradizionale giapponese, il ryokan.
Da provare – Far tappa all’ora di pranzo in uno dei mercati di Tsukiji a Tokyo o Nishiki a Kyoto. Paradiso dei buongustai. E dei temerari, che vogliono azzardare stuzzichini di ogni genere…

4 #kawaii
Il Giappone è la patria dei ninnoli, degli oggettini non meglio identificati, dei pupazzetti di ogni forma e materiale. Di tutto ciò che insomma è adorabile, carino, appunto kawaii… I gadget di anime e cartoni animati spopolano: ne esistono negozi, immensi, colmi di scaffali distribuiti su più piani frequentati da grandi e piccini. C’è anche una maniera, per i ragazzi, di essere kawaii: è l’atteggiamento del prendere la vita con leggerezza, una forma di liberazione da una società considerata statica e un po’ rigida. E al rigore si risponde a colpi di musichette, di colori fluorescenti. E, agli occhi degli occidentali, pure di stranezze…
Da provare – Una serata al karaoke, uno dei divertimenti più amati dai giapponesi, che si svolge in stanze private per gruppi ristretti di aspiranti cantanti. A prova di figuracce…