Questo il titolo del libro che impasta il passato per non perderlo. Due anni di lavoro, oltre settanta ricette che omaggiano i sapori scaligeri. Tre gli ingredienti: l’esperienza del ristoratore Leopoldo Ramponi, l’attenzione certosina dello chef Fulvio De Santa, la sintesi appassionata del giornalista Stefano Cantiero.

Non un ricettario ma piuttosto un libro a sei mani, o forse di più. L’idea è nata dal ristoratore di lungo corso Leopoldo Ramponi. Due anni il tempo di preparazione, gli ingredienti sono stati, invece, l’attenzione certosina dello chef Fulvio De Santa, esperto di cucina del Nordest, e la professionale sintesi del giornalista Stefano Cantiero. Sono andati a cercare nelle cucine di ieri, tra i sapori e i saperi dei nostri nonni. Un omaggio alla gastronomia scaligera e alle sue pietanze con quei nomi spesso tratteggiati dal dialetto. Oltre settanta piatti attuali e passati, che, grazie a questo lavoro non saranno dimenticati. “Il gusto della memoria”, è il titolo del libro, presentato ufficialmente ieri in Camera di Commercio, disponibile in libreria.

Un compendio delle ricette della tradizione, per raccontare i sapori della provincia di Verona attraverso le peculiarità di ogni zona, dal Monte Baldo alla Bassa senza dimenticare la Lessinia. Il fotografo Flavio Pettene ha ritratto un piatto dopo l’altro, via via che venivano cucinati dalla moglie di Ramponi e, forse, assaggiati da tutti gli altri.

 

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