Foto di Flavio Pettene

Carmine Battista ha trasformato un rimpianto della sua infanzia – non potersi permettere dei veri e propri giocattoli – in una passione che lo impegna da alcuni decenni, a caccia – da un mercatino all’altro -del pezzo raro, da aggiungere alla sua collezione.

La notte del 12 dicembre, in trepidante attesa, combattendo il sonno che vuol prendere il sopravvento, con l’orecchio teso a cogliere ogni minimo rumore, sperando che sia lei, Santa Lucia, che arriva con i doni, in groppa all’asinello. E poi la scoperta dei regali, la gioia della sorpresa. Non esiste adulto che non ricordi con immenso piacere – e un po’ di nostalgia – l’atmosfera di quei magici giorni.

Per un bambino nato nel 1946, nell’immediato dopoguerra, però, il ricordo di quelle notti si accompagna al rimpianto di quei bei giochi che avrebbe voluto, ma che non sono potuti arrivare: ci si doveva accontentare di quel poco che c’era. È così che una volta cresciuto, Carmine Battista, detto Lino, di Marcellise, ha deciso di prendersi il suo riscatto, andando a scovare, nei mercatini dell’usato, proprio quei giochi tanto anelati durante l’infanzia.

“Tutto è iniziato con una valigetta di metallo che ho trovato in un mercatino, con dentro un piccolo grammofono giocattolo” spiega. “Una volta a casa l’ho studiato e, lavorandoci su, sono riuscito a farlo funzionare. Il piatto girava, ma non avevo un disco da metterci sopra. La domenica successiva, in un altro mercatino, ho trovato proprio un disco per grammofono giocattolo. Da qui è partita la mia ricerca e oggi la mia collezione è composta da una quarantina di grammofoni giocattolo e 200 pezzi tra grammofoni, organetti, fonografi”.

La caccia al pezzo da collezione è uno sport che richiede costanza. Quasi tutte le domeniche, Battista gira tra i mercatini d’Italia.  “Sono riuscito, negli anni, a trovare pezzi molto rari. Tra questi, un organetto del 1830 che conta soli 4 esemplari in tutta Europa. Si chiama spallone, perché veniva portato a spalle dal suonatore, che lo portava in giro per le contrade a fare musica. Poi il fonografo della Pathé con tromba in cristallo, del 1904, e l’organetto Ariston: se volete vederne un altro, dovete andare a casa di Garibaldi, a Capraia”.

Il 90% dei grammofoni, fonografi e organetti della sua collezione arriva però dall’Inghilterra; in Italia, infatti, non esisteva una vera e propria produzione, solo alcuni artigiani che acquistavano le componenti dall’estero e li assemblavano in patria. La sua collezione comprende anche numerosi giochi di vari generi ed epoche.

“Ho giocattoli di tutti i tipi. Tra i miei preferiti, una delle prime bambole parlanti, che risale all’inizio del 1900. Un pezzo rarissimo, fatto in cartapesta e gesso tenuti insieme dal crine di cavallo, completa di vestiti. Ha un piccolo fonografo nel corpo, che legge la musica incisa su un rullo di cera” racconta, con occhi che si illuminano. Altri pezzi degni di nota sono le lanterne magiche – di vari tipi e dimensioni – e uno dei primi cartoni mai usciti, un Topolino della Disney degli anni ’40, con tutto l’occorrente per vederlo, ossia “una lampada a pila, su cui era applicato un obbiettivo. Venivano poi inseriti i vetrini dipinti a mano e il cartone veniva proiettato sul muro. Ne ho anche di più antichi dove, al posto della pila, veniva usata la candela” prosegue il collezionista.  Riesce facile immaginare lo stupore dipinto sui visi dei bambini dell’epoca.

Davanti a tanta ricchezza di esemplari e di pezzi rari, viene da chiedersi se la sua ricerca sia ormai conclusa. “Il pezzo che ancora manca alla mia collezione è il Regina, un carillon a muro del 1870-80, con un mobile stupendo, in cui si poteva inserire un disco e che funzionava se si inseriva una moneta. Un jukebox ante-litteram, insomma” conclude. Chissà se basterà una letterina a Santa Lucia per far sì che questo desiderio si realizzi. 

Clicca qui per vedere al video l’intervista a Carmine.

Camera (o meglio, mostra) con vista sui giocattoli

L’8 e il 9 dicembre Lino Carmine Battista ha permesso a tutti di guardare il suo patrimonio ludico con una mostra al Castello di Salizzole. Trenini, grammofoni, cartoni animati, bambole, burattini, da fare invidia al magazzino di Santa Lucia. Proprio in omaggio all’universo fatato della santa, lo scorso luglio, a Velo Veronese, nella Sala dei Centomila, Carmine ha esposto i suoi gioielli ne I giocattoli di Santa Lucia, una mostra pensata da Le Falìe come approdo materiale al nuovo spettacolo firmato da Alessandro Anderloni, Santa Lussìa (che, dopo il successo estivo, è tornato in scena al Teatro Orlandi fino al 9 dicembre e al teatro Astra di San Giovanni Lupatoto il 13 dicembre).