Doppia tappa trevigiana marted’ 11 dicembre per “INN Veneto”, verso la rigenerazione di spazi industriali dismessi, grazie a progetti creativi  dei giovani.

Il primo evento della giornata di martedì si è svolto nella Chiesa di San Teonisto, in centro a Treviso, al quale hanno preso parte circa 300 ragazzi. L’obiettivo dei progetti presentati nel corso della mattinata è quello di coinvolgere tutti i territori per rigenerare luoghi attraverso le brillanti idee e la creatività degli studenti locali.

Partner dell’iniziativa è Unisef, società di servizi e formazione delle Unioni degli Industriali delle province di Treviso e Pordenone. Le opportunità di ideazione sono state date ai ragazzi delle scuole medie e superiori locali, che si sono dimostrati una grande risorsa del futuro, attraverso la generazione di proposte concrete e spontanee.

Hanno preso la parola, durante il convegno della mattinata, alcuni degli studenti degli istituti coinvolti, per presentare al pubblico i progetti che hanno ideato.

I primi sono stati i ragazzi dell’Istituto Duca degli Abruzzi, liceo scientifico: in seguito ad un sopralluogo allo Spazio Giano di Treviso, sfruttato in passato per l’essicazione delle arachidi, ed oggi divenuto uno spazio culturale e creativo, i ragazzi hanno raccontato la propria testimonianza e i loro progetti. L’idea presentata ha il titolo di “Innovation Action-lab”, che prevede la divisione in 2 sale, per dibattiti settimanali e laboratori, luoghi per l’apprendimento sensibile, pratico

Il secondo spazio considerato è il Lanificio Paoletti, una realtà storica della città. Presente questa mattina anche il dottor Paolo Paoletti. Il lanificio è sempre stato gestito dalla famiglia, sin dal 1795, ora giunta alla decima generazione. Sono state presentati i “Pensieri arruffati” di alcuni alunni della scuola media di Follina, in merito alla conversione del luogo da rigenerare. Le idee vanno dalla costruzione di un parco con teatro al aperto, al museo delle divise militari o una libreria storica della lana.

Il Liceo artistico di Vittorio Veneto ha invece allestito un’esposizione di gonne e corpetti completamente realizzati dagli alunni, così da unire le dimensioni di arte, moda e architettura. Le idee previste sono di realizzazione di un laboratorio polifunzionale, organizzazione conferenze e workshop, sensibilizzando la comunità sul mondo dell’arte, rendendo il Lanificio un luogo di scambio di idee.

Tessitura la Colombina, è il terzo ambiente da rigenerare: si tratta di una fabbrica antica, che nasce come filanda e si specializza quindi nella tessitura. Oggi è stata rappresentata dal co-titolare Carlo Colombo, che ha raccontato il processo in corso di rivalutazione degli ambienti della ex filanda, i cui telai sono fermi dal 1995. Gli stabili dismessi sono ben conosciuti dai ragazzi che hanno seguito il progetto di rigenerazione, che prevedrebbe la realizzazione di un auditorium.

Il quarto ed ultimo spazio considerato riguarda la Cartiera Quero Vas di Belluno,ed è stato affidato ai ragazzi della scuola Italo Calvino di Alano di Piave: tra le idee quella di un’area ristoro, cinema e sala concerti, sala studio, spazio relax ed “happy room”.

Verso la chiusura della mattinata ha preso parola la dottoressa Elisa Bellato, docente di Antropologia Culturale e Antropologia del Territorio, coinvolta nell’iniziativa di INN Veneto e Unisef, per fornire strumenti di etnografia da sviluppare nelle 4 aziende selezionate, con la collaborazione di sei corsisti laureati che prepareranno gli aspetti concreti del progetto agli artisti che verranno.

Il contributo è stato anche della Fondazione Benetton Studi Ricerche, che avvierà un progetto di collaborazione con artisti provenienti da tutta Europa (sotto i trent’anni e i grado di parlare inglese) che si occupano dell’acqua, della lana, del movimento e dei luoghi.

Ha chiuso i lavori della mattinata Patrizia Boschiero, di Fondazione Benetton, con un discorso sull’intersecazione dei linguaggi in riferimento ai luoghi dell’arte e dell’impresa, verso una concezione di “fabbrica” che va al di là del puro contesto produttivo, bensì rientra in quella di patrimonio.

La seconda parte della giornata di lavori si è svolta negli ambienti dell’ex Fabbrica Pagnossin, che nel passato si occupava di ceramiche. E ‘stata recentemente acquisita dalla famiglia Zanardo, che in seguito a riflessioni ha maturato l’idea di realizzare spazi artistici, anziché aree di logistica, per sfruttare la bellezza e le potenzialità di questa architettura industriale.

Il pomeriggio è iniziato con una passeggiata esperienziale e giochi di immaginazione all’interno dello stabile, oggi chiamato Opendream. A seguire è avvenuta la presentazione del progetto “Spiriti Creativi”, che prevede residenze di artisti e quindi l’intervento dei ragazzi che hanno realizzato il documentario per il Giffoni Film Festival  “La divisa”. In conclusione, si si sono esibiti gli artisti dell’iniziativa “La musica che riunisce”.

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