La bandiera issata sul pennone di piazza Erbe non è quella della Regione Veneto. La somiglianza potrebbe trarre in inganno, ma si tratta di un vessillo della Repubblica di Venezia, utilizzato da Domenico II Contarini, doge dal 1659 al 1675.

Il rosso e l’oro sono sempre i colori dominanti, con il tradizionale Leone di San Marco al centro della scena. Cambia il numero delle code: per la bandiera della Regione Veneto sono sette come le province, mentre per le bandiere veneziane sono sei come i sestieri di Venezia. La bandiera del Doge Contarini è inoltre ricca di iconografia sacra: dalla colomba dello Spirito Santo all’arcangelo Gabriele, dalla Madonna ai santi.

La bandiera contarina è stata riportata a nuova vita qualche anno fa per iniziativa del Comitato Veneto Indipendente, in collaborazione con il Sindacato Libero e il Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi, con contributi di Regione Veneto, Agsm e Amia. L’illustratore Oliviero Murru, incaricato dai promotori, ridisegnò la bandiera integrando le parti rovinate dal tempo, secondo il modello conservato al Museo Correr di Venezia.

Sul pennone di piazza Erbe la bandiera contarina ci è arrivata durante le rievocazioni del Comitato per le Pasque Veronesi, l’insurrezione del 1797 contro i francesi. Di questo, alcuni consiglieri della prima circoscrizione hanno chiesto conto al Comune. «Avevano l’autorizzazione per alzarla solo nei giorni della manifestazione, poi doveva seguire l’ammainabandiera» dice Renzo Bellotti, del Partito Democratico. «È su quel pennone abusivamente da più di un anno. Non ho nessun problema con manifestazioni di questo tipo, ma al termine la bandiera deve essere tolta».

Lo scopo del Comitato Veneto Indipendente, principale promotore del recupero del vessillo, è di «conseguire l’indipendenza e la restaurazione del Veneto» si legge nello statuto. Ritiene inoltre «inattendibile» il plebiscito del 1866, che sancì l’annessione al Regno d’Italia. «È una questione politica, non più storica – continua Bellotti –, visti anche i finanziamenti regionali».

Di ben altro avviso il consigliere comunale e deputato della Lega Vito Comencini, secondo cui «è una polemica eccessiva. Molti cittadini apprezzano la bandiera, significativa per la storia del territorio della città». Il permesso di issare la bandiera era però limitato alla manifestazione. «C’è una questione legata al buon senso» continua l’onorevole. «Non è un pennone istituzionale. E poi oltre alle norme esiste la prassi. Siccome è stata usata per più manifestazioni, è rimasta lì, invece di metterla e toglierla ogni volta».

Si è discusso di un concorso per l’affidamento a qualche associazione della gestione del pennone. «Il buon senso dice che l’amministrazione dovrà trovare un modo per regolare la questione con una convenzione o qualcosa di simile» conclude Comencini.