In carcere a Montorio i cavalli ci sono da quasi vent’anni, ma lo yoga ci è entrato solo da poco. Le due attività si svolgono ogni lunedì e permettono ai detenuti di passare un po’ di tempo all’aria aperta, a contatto con la natura e con gli animali

Uno spazio verde, un grande albero che ripara dal sole estivo e forse anche un po’ dal freddo dell’inverno. Poi una casetta dove farsi il caffè, un orto e uno spazio recintato dove corrono tre cavalli. Non si direbbe, ma quest’oasi di libertà è proprio all’interno del carcere di Montorio, dove dal 2000 la direzione della Casa Circondariale ha voluto portare i cavalli dell’Asd Horse Valley di Corte Molon.

Da quest’anno però c’è una novità: anche lo yoga, nella declinazione del Kundalini, è entrato a far parte delle attività che si svolgono all’interno del carcere. Per entrare in empatia con il cavallo c’è infatti bisogno di creare uno stato di quiete nella persona.

Qui, si taglia l’erba con il decespugliatore, si pulisce la stalla e ci si prende cura dei cavalli e di tutte le loro esigenze. Tra i cavalli c’è Joy, il giocherellone, poi c’è l’americano in pensione, e infine un cavallo bianco di nome Joy (che è il preferito di Otello).

Il servizio