Forse mai come quest’anno il mese di settembre ha avuto un significato importante: non ha voluto dire solo il ritorno sui banchi ma un nuovo inizio dopo due anni di forte precarietà dovuti all’emergenza sanitaria, in cui la scuola e la socialità ad essa legata sono state fortemente penalizzate. Scaglionati tra la prima e la terza settimana di settembre, sono tornati in classe circa 7 milioni di ragazzi, dai più giovani della scuola dell’infanzia ai più grandi degli istituti superiori.

Si riparte dunque tutti in presenza, con ancora la massima attenzione alle regole sanitarie: test salivari su scuole campione, finestre aperte o impianti di areazione, mascherine, gel igienizzante e una piattaforma per verificare i Green Pass sono le misure per contrastare il rischio Covid. Chiunque lavori a scuola (docenti, collaboratori e personale ATA) ha infatti l’obbligo di avere un certificato verde e sono punibili con la sospensione dal servizio senza stipendio in caso di certificato non valido per più di cinque giorni. Il personali scolastico ha comunque raggiunto un ottimo tasso di immunizzazione: il 93.95% è vaccinato con almeno 1 dose, l’89.94% ha completato il ciclo di vaccinazione (fonte Presidenza del Consiglio dei Ministri, Report Settimanale, aggiornamento 20 Settembre 2021).

La speranza è una sola: salutare definitivamente la didattica a distanza, diventata la quotidianità dell’ultimo anno scolastico. La Dad, secondo quanto annunciato dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, sarà da ripristinarsi solamente in due casi: se un alunno dovesse essere costretto ad un periodo di isolamento o se si trovasse domiciliato in una zona dichiarata rossa e quindi impossibilitato ad uscirne.

Arrivati al terzo anno scolastico segnato dal Covid, ora è necessario mettere al primo posto tra le priorità il recupero degli apprendimenti, privati, negli ultimi due anni, dello dimensione esperienziale fondamentale per il consolidamento delle nozioni. Settembre 2021 è dunque un momento decisivo per la ripartenza e per tornare a costruire il domani dei giovani.

Generazioni, quelle più giovani, che a dispetto dei più adulti sembrano aver compreso l’importanza del loro ruolo nella comunità e per una ripartenza in sicurezza. Un ringraziamento ai più giovani ha trovato posto anche nel messaggio di augurio per il nuovo anno scolastico da parte del presidente della regione Veneto, Luca Zaia. Il presidente ha voluto «ringraziare i nostri giovani, perché nel corso della campagna vaccinale hanno dato prova di altissimo senso di responsabilità e grande maturità, rappresentando un esempio virtuoso che ha reso possibile ricominciare in aula e seduti ai banchi di scuola».

LEGGI PANTHEON 126

Da pagina 31 a 50 un intero inserto dedicato alla scuola!

Articolo precedenteIl Cinema in Circolo: 75 anni di cultura cinematografica a Verona
Articolo successivoPiazza Cittadella, una targa in ricordo di Norma Cossetto