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Se i dati ISTAT riferiti al fenomeno in Italia sono ancora preoccupanti, il movimento internazionale #MeToo e la recente Marcia delle Donne ci raccontano però che qualcosa sta cambiando. Com’è fatta (in dieci punti) la violenza di genere in Italia e a Verona.

Di Chiara Boni

1. UNA SU TRE

«La violenza, in particolare, è diventata così normalizzata da essere vista in molti casi come una parte accettabile dell’essere donna», ha spiegato recentemente Anne-Birgitte Albrectsen, CEO di Plan International, commentando la ricerca sulla violenza di genere realizzata dalla sua associazione in diversi Paesi del mondo. A livello globale, è tristemente noto che una donna su tre subisce qualche tipo di violenza nell’arco della sua vita: lo spiegano da anni le Nazioni Unite ed è un dato sempre attuale, che non sembra avere intenzione di cambiare.

2. IN ITALIA

I dati ISTAT sui reati di stalking, maltrattamenti in famiglia e violenze sessuali in Italia sono in calo. Le denunce per stalking sono state 8480 tra gennaio e settembre 2017, il 15,76% in meno rispetto alle 10.067 nello stesso periodo del 2016; i maltrattamenti in famiglia sono stati 9818, circa duecento in meno, e le violenze sessuali (di cui oltre il 90% su donne) sono calate dell’1,16%. Ma, come spiega la Polizia, i dati non sono rassicuranti, tutt’altro: «La riduzione delle denunce può nascondere un sommerso di paura e solitudine».

«Quello che viene denunciato è il 4% di quanto effettivamente avviene. È necessaria un’operazione culturale», ha spiegato infatti Oria Gargano, presidente della cooperativa Be Free che si occupa di violenze e discriminazioni contro le donne.

3. IN VENETO

Sono 21 i centri antiviolenza sul territorio della Regione, 10 le case rifugio e 9 le case di secondo livello. Lo scorso anno le strutture protette in Veneto hanno accolto 1989 donne vittime di violenza, 82 in più dell’anno precedente. Anche il numero dei contatti e delle richieste di aiuto ai Centri di ascolto risulta in crescita: i 4500 contatti del 2015 sono diventati 5318 nel 2016. Nel novembre del 2017 è stato varato un piano straordinario di formazione per il personale sanitario, finanziato dalla Regione con un milione di euro: «L’obiettivo è preparare il personale sanitario e dei servizi sociosanitari a riconoscere i segnali della violenza di genere e ad affiancare donne e minori nel percorso di consapevolezza e autotutela», ha spiegato l’assessore al sociale Manuela Lanzarin.

4. QUANDO NON BASTA DIRE BASTA

Sul territorio veronese dal 1990, il Telefono Rosa ha fatto della lotta contro la violenza alle donne la sua battaglia. Creata da donne e rivolta a tutte le donne, l’associazione si definisce un “Centro di orientamento per i diritti delle donne”. Fornisce un servizio di ascolto telefonico, tramite il lavoro di volontarie che quotidianamente forniscono informazioni, aiuto, sostegno alle donne che contattano il 0458015831 e che, se lo desiderano, possono restare anonime. Il Telefono Rosa si avvale anche della preziosa collaborazione di uno staff di avvocate e psicologhe che offrono consulenze legali e psicologiche gratuite. Sono numerosi i progetti che il Telefono Rosa promuove su tutto il territorio, sempre nell’ottica di combattere la cultura del silenzio e colmare le lacune di informazione delle donne sui propri diritti.

5. INSIEME È MEGLIO

Un altro modo in cui il Telefono Rosa vuole essere vicino alle donne che hanno vissuto situazioni di violenza è la promozione di gruppi di auto-mutuo aiuto gratuiti: tenuti da una psicologa volontaria, sono un’occasione per uscire dall’isolamento, per raccontarsi, per condividere informazioni ed esperienze. Per le volontarie del Telefono Rosa, proprio nel confronto con altre donne che hanno vissuto esperienze simili si possono trovare illimitate risorse di vicinanza e supporto, scoprendo così nuove possibilità.

6. CHI BEN COMINCIA

Consapevoli dell’importanza della promozione anche tra i più giovani di una cultura della comprensione, della tolleranza e del rispetto, le volontarie del Telefono Rosa organizzano incontri nelle scuole per entrare in contatto diretto con studenti, studentesse e insegnanti: l’obiettivo è quello di fornire strumenti per riconoscere e arginare il fenomeno della violenza, ragionando su stereotipi di genere, comportamenti illegali e loro conseguenze, anche penali (si pensi al cyberbullismo o alle molestie), come costruire e mantenere relazioni rispettose.

7. UN POSTO DOVE COMINCIARE

Parallela all’azione del Telefono Rosa, anche quella del Comune di Verona, che per le donne vittime di violenza, in difficoltà abitativa o in situazioni di disagio psicosociale ha ideato un percorso di aiuto e sostegno immediato: sono cinque le strutture presenti sul territorio, per un totale di trenta posti letto, pensati per offrire accoglienza a donne italiane e straniere in disagio abitativo, con minori o in stato di gravidanza, ma anche donne maltrattate o vittime dello sfruttamento della prostituzione, che quindi necessitano di protezione.

8. DA SEGNARSI IN AGENDA

L’universo femminile, però, va anche celebrato: la rassegna T-Donna, realizzato in coordinamento con la manifestazione Ottomarzo. Femminile, plurale e in collaborazione con l’Associazione delle giuriste veronesi VE.G.A., da febbraio ad aprile 2018 proporrà nove spettacoli e cinque conferenze che vogliono mettere al centro l’altra metà del cielo: oltre a celebrare la figura della donna, la rassegna vuole affrontare in modo diretto alcuni temi importanti, come la violenza, fisica e psicologica, e le discriminazioni di genere. T-Donna prende il via venerdì 2 febbraio nel nuovo spazio culturale Modus, in piazza Orti di Spagna, nel quartiere San Zeno.

9. QUALCOSA SI MUOVE

Si è persino guadagnato il prestigioso riconoscimento di “Person of the Year” del Time nel 2017: il movimento globale che ha fatto della sua potentissima arma l’hashtag #MeToo prima di finire in copertina è però riuscito a scoperchiare una lunga serie di molestie e abusi, nel mondo di Hollywood ma non solo. Il movimento nato sulla scia dello scandalo provocato dalle rivelazioni di alcune attrici, definito come «il cambiamento sociale più veloce negli ultimi decenni», è divenuto una valvola di sfogo per tutti coloro che, almeno una volta nella vita, sono stati vittime di violenze sessuali e hanno deciso di denunciarle pubblicamente dopo averle tenute nascoste per anni.

10. A CHI CHIEDERE AIUTO A VERONA

1. NUMERO VERDE ANTIVIOLENZA DONNA 1522: servizio nazionale multilingue attivo 24 ore su 24

2. TELEFONO ROSA VERONA: 045.8015831 | trverona@gmail.com

3. PREFETTURA: 045.8673411 | prefettura.verona@interno.it

4. CONSULTORI FAMILIARI: www.comune.verona.it

5. CENTRO ANTIVIOLENZA PETRA: 800392722 | petra.antiviolenza@comune.verona.it

6. CASA DELLA GIOVANE: 045.596880 | www.protezionedellagiovane.it

7. ISOLINA E…: www.isolinae.it | isolinaverona@gmail.com

8. CASA DI RAMIA: 045.8032573 | casadiramia@comune.verona.it

9. S.I.N.T.E.S.I: il portale per le donne: europedirect.provincia.vr.it/sintesi

10. SPAZIO DI ASCOLTO PER UOMINI MALTRATTANTI: 333 9313148 | spazio.uomini@comune.verona.it