Pubblichiamo il ricordo commosso del critico d’arte e giornalista Carlo Caporal, dopo la scomparsa della poetessa e pittrice che per anni ha omaggiato con la sua arte il territorio amatissimo.

Di Carlo Caporal

La Valpantena ha perso una artista. Nel nostro altipiano lessinico, i cieli, i verdi e, soprattutto, le atmosfere chiare e luminose hanno sempre definito l’ambiente cimbro in cui operava lo spirito di Odilla Zanella. La “signora” della pittura in Lessinia, ci ha salutati in una nevosa notte di febbraio di quest’anno. Con lei ci ha lasciato una delle maggiori rappresentanti dell’arte e della cultura che ha cantato la montagna veronese nel paesaggio e nella sua realtà. Con la grande forza che la caratterizzava sempre, non solo nell’espressività della sua pittura ma anche nella simpatica e travolgente personalità, Odilla è stata una tra le più grandi interpreti femminili a trasmettere con le sue cromie e le sue rime poetiche la meraviglia dell’ambiente che amava.

L’artista, con casa e studio a Corbiolo, dove per vent’anni ha tenuto corsi di pittura seguiti da numerosi allievi, attraverso le sue opere ha sempre trasmesso con forza e capacità le sensazioni ispirate dai colori dei suoi boschi e dalle case di pietra “scancanè”, architetture che sembrano respirare col paesaggio. Umili oggetti, assumono nuova vitalità in una materia cromatica scevra di ripensamenti. Frutti rinsecchiti, “salvèghi”, nei quadri di Odilla sono interpreti di un mondo montanaro che solo chi abita l’altopiano può appieno scandagliare. I frammenti di realtà profumano del medesimo “fèn” protagonista talvolta delle sue poesie. Le terre, i bianchi, i verdi, i rossi e i suoi particolari blu, sono cromie dai toni accesi che portano a scoprire il racconto poetico di questa sua terra.

La passione per l’arte e il colore la spinsero a frequentare, fin da giovanissima, l’Accademia Cignaroli sotto la guida di Antonio Nardi. La lunga carriera artistica l’ha vista esporre in numerose mostre a iniziare dalla personale del 1965 a Bosco Chiesanuova, a quella di Verona presso la “Galleria Fra Giocondo” nel ’70, al “Pennello d’oro” del ’72 a Bosco Chiesanuova e in diverse collettive con il gruppo “Pittori della Lessinia”, sodalizio tra artisti che hanno scelto come soggetto fondamentale l’altipiano. Molte le personali il cui tema principe divengono le sue “case cimbre”, di cui tanto amava il colore originale degli antichi intonaci a calce.

Dal 1987 inizia una serie di corsi dal tema “II senso del colore“, presso l’VIII Circoscrizione del Comune di Verona che si protrae per oltre quindici anni. Oltre a prestigiosi premi e alla stima degli estimatori del paesaggio lessinico, la sua poetica artistica ha ottenuto il plauso di molti affermati critici d’arte come Gian Luigi Verzellesi, Carlo Segala, Giuseppe Faccincani, Alessandro Mozzambani, Vera Meneguzzo, Giorgio Trevisan, Francesco Bletzo, Piera Donà ed altri ancora. Ora, vogliamo pensare che la nostra artista di Corbiolo abbia trovato quel taglio pittorico di cielo che tanto cercava, per dipingere il paesaggio dell’anima.