Cinque amiche, ostetriche per lavoro e per passione. Insieme a una psicologa, una musicoterapista e uno psicomotricista sono la linfa del servizio “Erica”, che accompagna le donne, con delicatezza, a diventare mamme.

 

Sarà pure naturale, ma non è automatico. Passare dalla vita di prima, frenetica ma comunque gestibile, a quella dopo, tra pannolini, allattamenti e arrossamenti cutanei, diciamolo, non è semplice. Perché quando nasce il vostro piccolo, nascete anche voi; genitori novelli che devono reinventarsi, ogni giorno.

Le chiamano “lacrime di latte”, sono quelle che nessuna donna vorrebbe versare. Sono i pianti di quell’incomprensibile malinconia, mescolata alla vergogna e al senso di colpa, che ha il nome difficile di depressione post-partum. Spesso sottovalutata, è una patologia che secondo gli ultimi dati Censis, colpisce con diversi livelli di gravità dall’ 8 al 12% delle neomamme ed esordisce solitamente tra la sesta e la settimana dalla nascita del bimbo. Un cambiamento psico-emozionale, spesso non adeguatamente considerato che trova le sue ragioni nei profondi cambiamenti fisici e psicologici ai quali è soggetta la madre. Se si aggiunge un senso di inadeguatezza, una costante incertezza, alimentata da aspettative poco realistiche, il quadro è completo. L’istinto materno non può tutto, eppure è una convinzione ancora molto diffusa. Il senso di frustrazione che deriva dal sentirsi inadeguate può compromettere il rapporto madre e figlio, specialmente quando «una mamma si sente abbandonata, sola ad affrontare la maternità» ci spiega Erma Bonente, ostetrica. Quello che fa lei con il team di “Erica”, un servizio della Cooperativa ONLUS “La Tata”, è semplicemente accompagnare le donne nel mestiere più bello e impegnativo della vita. Senza spingere e forzare. Hanno scelto per la loro attività un nome di fiore, proprio perché, senza retorica, vogliono imitarne la delicatezza. Loro sono cinque professioniste, laureate in Ostetricia all’Università degli Studi di Verona. Erma, Erica, Maria, Francesca, Elena”piccola” e Elena “grande” si sono conosciute sui banchi della facoltà, poi il lavoro in Sala Parto, nei reparti di Ginecologia ed Ostetricia, in Consultorio e nei Distretti. L’esperienza diretta con i tempi spesso sbrigativi dell’ospedale, le ha rese consapevoli di tutte le lacune che ci sono in termini di supporto emotivo e informativo.

Per colmare queste carenze, in collaborazione con altri specialisti,  le cinque ostetriche veronesi si sono unite, dall’ottobre scorso, per offrire un’assistenza personalizzata alle neomamme, così da aiutarle a vivere i tempi dell’attesa ma anche quelli meravigliosi e complessi della maternità con un sorriso consapevole. Ispirandosi ad una  pratica tradizionale  che, un tempo, annoverava  tra le mansioni dell’ostetrica anche quella dell’assistenza domiciliare, “Erica” propone  “MamyHelp”, un servizio di supporto durante la gravidanza con valutazioni periodiche sulla salute del bambino e della mamma, ma anche durante i momenti impegnativi del ritorno a casa dopo il parto, con consigli pratici che vanno dall’allattamento ai segreti del massaggio neonatale. Il tutto direttamente a casa.   Donne che aiutano donne, insomma. Come Silvia Busato, titolare della “Sanitaria Franca” di Grezzana, che ha creduto a tal punto al progetto da aver “arredato” con i materiale necessari le sale di San Martino Buon Albergo, e fornito tutto l’occorrente per i corsi  nelle tre diverse location del veronese, da Bosco Chiesanuova a Grezzana, passando per il Quartier Navigatori.

Il team, quasi tutto in rosa, organizza, infatti, anche corsi di accompagnamento alla nascita che vanno dalla musicoterapia, al fitness perineale, passando per tutti gli altri segreti del pancione.

Tra le iniziative di “Erica” anche un ciclo di incontri per districare i dubbi e dare ordine tra vaccinazioni, svezzamenti e malattie pediatriche per mamme e papà che non si sentono subito all’altezza o semplicemente che vogliono vivere questo cambiamento in serenità.

Nel percorso che porta alla maternità, per dirla con le parole di qualche scrittore, la donna “ è raddoppiata, poi divisa a metà e mai più sarà intera”. Per non sentirsi sopraffatte dalle incombenze e responsabilità in un momento così particolare della vita, è fondamentale «credere nelle proprie competenze», sottolinea Erma con dolcezza. Confidare in quel leggendario istinto che è dentro ogni donna anche dovesse metterci del tempo ad affiorare. E soprattutto, per vivere la maternità con la pienezza meravigliosa che merita, «non aver mai paura di chiedere». Alle persone

giuste, però.