Questa sera alle ore 21 nella chiesa di Bosco Chiesanuova l’ultimo concerto dell’edizione 2018 di Voce! Festival corale internazionale diretto dal maestro Matteo Valbusa. A dare spettacolo sarà l’ensemble fondata nel 2009 dal giovane direttore Luca Scaccabarozzi. Il gruppo vocale, che a maggio ha conquistato il primo posto al prestigioso concorso nazionale di Vittorio Veneto (il più antico d’Italia),  si dedica principalmente alla polifonia rinascimentale e contemporanea, ma spazia tra diversi generi ed epoche. L’ingresso è gratuito.

Sei fine settimana di concerti, più di 2000 spettatori, nove cori provenienti dall’Italia e dall’estero e un’Officina corale. Questo il programma e la portata internazionale della quindicesima edizione di Voce! Festival corale internazionale che si concluderà questa sera con l’ultimo concerto nella chiesa di Bosco Chiesanuova alle ore 21.00. Ad esibirsi nella basilica dedicata ai Santi Tommaso e Benedetto sarà l’ensemble vocale Mousiké, fondata e diretta dal direttore Luca Scaccabarozzi, che presenterà un concerto dal titolo “Riflessi polifonici – Impronte rinascimentali della polifonia contemporanea“.

Il gruppo corale Mousikè

A svelarci i dettagli della serata conclusiva di Voce!, organizzata dall’associazione di musica corale Ecclesia Nova, è il direttore artistico e maestro Matteo Valbusa.

Direttore, cosa ci dobbiamo aspettare questa sera?
Un gran bel concerto. E lo dico senza retorica. Mousikè è uno dei gruppi più rappresentativi a livello nazionale della coralità giovanile, proviene da Monza ed è composto da ragazzi dai 18 ai 30 anni ed è diretto da un maestro eccezionale, Luca Scaccabarozzi. L’ensemble partecipa a moltissimi concorsi e ha già ottenuto diversi riconoscimenti, l’ultimo in ordine cronologico, a maggio, aggiudicandosi il primo posto al Concorso nazionale di Vittorio Veneto, il più antico d’Italia e uno dei più prestigiosi in assoluto. Non è stato facile avere il gruppo a Bosco.

Qual è la carta vincente di questo gruppo corale?
La capacità di creare “ponti di luce”, capaci di spaziare dalla musica antica a quella contemporanea con uno stile colto, elegante e ricercato. Saremo catapultati in una macchina del tempo e viaggeremo dal Rinascimento fino ai giorni nostri.

Il concerto di questa sera chiude la quindicesima edizione di Voce!, un bilancio?
E’ stata un’edizione ricchissima di contenuti. Trattandosi della quindicesima volevamo offrire un programma all’altezza e penso che, grazie a tutte le persone che hanno partecipato, alle istituzioni e le aziende partner che ci hanno sostenuto, ci siamo riusciti. Abbiamo coinvolto tutti i commercianti di Bosco, le attività del paese, condividendo con loro una rassegna che ha anche questo scopo, di valorizzazione territoriale oltre che culturale. Un aiuto particolare è venuto, come sempre, dal Comune di Bosco Chiesanuova che ha messo a disposizione il Teatro Vittoria, e dalla parrocchia con la piena collaborazione di don Lucio Benedetti.

Ci può dare qualche numero della rassegna 2018?
Con sette concerti abbiamo portato in Lessinia più di due mila persone, coinvolgendo gruppi da tutto il Nord Italia e dall’estero. Sabato 4 agosto, ad esempio,  in occasione del concerto dell’Accademia vocale di Lubiana, vincitrice del Gran Premio europeo di Canto Corale nel 2010, sono arrivate Lessinia persone dal Piemonte, dall’Emilia Romagna, dal Friuli e dal Trentino. Penso che siano occasioni importanti per promuovere non solo Bosco, ma tutta la nostra montagna veronese.

Una magia, quella di Voce!, che si ripete dal 2004, anno in cui ci fu la prima edizione. Come nacque l’idea di un festival corale a Bosco?
Andai dall’assessore Carmelo Melotti, chiedendogli: “Cosa ne dice se facessimo un Requiem di Mozart, qui, a Bosco, coinvolgendo alcuni gruppi corali e trasformando questo evento in una rassegna?”. L’Amministrazione mi diede fiducia. Partì tutto in questo modo.

15 anni non sono pochi, cosa la spinge ogni anno a rimettersi in gioco?
La passione per questo mestiere è il motore di tutto, tuttavia sentivo e sento la necessità, assieme alle persone che condividono con me questa sfida, di far conoscere all’esterno la bellezza della musica corale. Spesso i cori rappresentano un microcosmo interessantissimo, ma chiuso su se stesso. Il desiderio è aprirlo, metterlo a disposizione di appassionati e non, coinvolgendo il territorio, come dicevo prima.

Nel programma di quest’anno anche l’Officina corale, di cosa si tratta?
Uno stage di tre giorni per cori, coristi e direttori. Aperto a tutti e per tutti i livelli, dal neofita all’esperto. Quest’anno eravamo in più di novanta persone, coordinate da quattro docenti: oltre a me anche i maestri Manolo Da Rold, Francesco Grigolo e Maurizio Sacquegna. Dalla mattina alla sera, suddividendoci in quattro gruppi, abbiamo portato avanti un programma musicale che spaziava da Bach, Haendel, Mozart, Rosssini…per arrivare poi a un concerto finale, il 29 luglio, preceduto da un curioso e apprezzato flash-mob in piazza Marconi. Il giorno prima sono andati in scena invece i concerti con i cori di noi docenti, provenienti da Belluno, Vicenza, San Bonifacio e Roverè. Con quest’ultimo abbiamo eseguito una prima assoluta di un brano scritto e commissionato da Gianmarco Scalicci, un giovane talento di 21 anni che ha scritto il Miserere per sax, sintetizzatore e voce maschile: un mix originalissimo.

Cosa si porterà via da questa edizione?
Tante emozioni. In particolare il concerto celebrativo per la quindicesima di Voce!, dell’Insieme corale Ecclesia Nova, che si è tenuto il 14 luglio al Teatro Vittoria: il Messiah di Haendel. Narra la storia di Gesù Cristo attraverso le profezie dell’Antico e del Nuovo Testamento. La musica di questo straordinario compositore già di per sé esalta la bellezza del testo con maestosità e opulenza sonora e in più, per l’occasione, i cantanti e il coro sono stati accompagnati dall’Ensemble il Falcone, gruppo specializzato in musica antica che suona su strumenti d’epoca. Era da più di dieci anni che questo concerto non veniva eseguito a Verona, è stata una grande soddisfazione.

Il direttore artistico di voce!, Matteo Valbusa