“Il monumento nel suo complesso versa in uno stato di precarietà estrema, a partire dal degrado della sua meravigliosa facciata rinascimentale, su cui si stanno riscontrando continue cadute di intonaco sulla pubblica via, provenienti per lo più dal tetto che in più punti è interessato da insistenti infiltrazioni d’acqua”. Queste alcune righe con cui il Comune di Verona nel suo studio, recentemente licenziato, ha descritto le condizioni attuali del Museo di Storia Naturale della città.

Il Palazzo Pompei, che dal  1833 è sede del Museo civico di storia naturale, è un palazzo rinascimentale del XVI secolo opera del celebre architetto Michele Sanmicheli, che si trova tra la porta Vittoria e il ponte Navi, in Lungadige Porta Vittoria n.9 e, attualmente, ha attirato l’attenzione su di sé a causa delle cattive condizioni strutturali in cui versa.

Ad accorgersene, oltre all’Amministrazione comunale che ne ha individuato anche problematiche “relative all’impiantistica, contraddistinta da una vetustà tale da rendere ormai impraticabile una efficace manutenzione”, anche Michele Bertucco, capogruppo della lista “Verona e Sinistra in Comune”, che sulla propria pagina  ha sostenuto che l’attenzione rivolta al palazzo sia arrivata tardi poichè da tempo la situazione era stata denunciata.

Finalmente qualcuno si è accorto delle condizioni al limite della praticabilità in cui versa, ormai da anni, il Museo di Storia Naturale di Verona – ha esordito Bertucco online – La situazione è descritta in modo dettagliato e, finalmente, anche un poco appassionato, in una recente relazione alla giunta comunale firmata dal dirigente e dall’assessore del settore. Così lo hanno ridotto decenni di chiacchiere politiche, inutili risiko immobiliare e grandi progetti campati per aria durante i quali, il Museo, sempre a chiacchiere, ha cambiato sede almeno tre volte: dall’Arsenale a Castel San Pietro per poi ritornare ancora nella duplice sede di palazzo Pompei e della palazzina di Comando dell’Arsenale.”

Michele Bertucco, lista “Verona e Sinistra in Comune”

Oggi il tempo delle chiacchiere e delle speculazioni politiche ai danni del patrimonio culturale veronese è finito – continua –  o si interviene sul palazzo e sugli allestimenti con una programma di riqualificazione graduale, oppure si rischia di perde questo immenso patrimonio. Bisogna essere sordi e ciechi per non comprendere il valore di ciò che si sta lasciando marcire.

Nell’articolo pubblicato dal consigliere comunale, intitolato “Museo di storia naturale: ultima chiamata prima dello sfacelo”, sono riportate anche alcune dichiarazioni dell’Amministrazione che comprovano la situazione di degrado del Museo:  “ … è venuta a mancare una cornice unitaria che consenta al visitatore di orientarsi autonomamente nelle sale e in un percorso espositivo che, se paragonato a modelli moderni quali ad esempio il Museo di Storia Naturale di Vicenza o il Muse di Trento, continua ad eccellere per la ricchezza delle sue collezioni e il livello delle attività scientifiche e didattiche ad esse applicate, ma che proprio per tale consistenza ha bisogno di dotarsi e fornire adeguati strumenti di interpretazione e fruizione dei suoi contenuti al vasto pubblico generico e non esperto”.

Infine Bertucco ha deciso di mandare un messaggio alla città e a chi se ne deve prendere cura: “Il primo banco di prova della giunta, che ha approvato la relazione con una semplice “presa d’atto”, sarà la formulazione del bilancio di previsione, nel quale ci attendiamo di vedere materializzarsi investimenti adeguati al rilancio del museo. Rispetto al decennio tosiano, caratterizzato dal totale abbandono di qualsivoglia politica culturale, ad oggi la situazione non è cambiata affatto.”