A partire dai robot che, grazie a nervi artificiali, possono sentire sulla mano pure il peso di una carezza, passando per Google che ormai sa mugugnare come l’impiegato della posta, per arrivare all’editing del dna che costa sempre meno e svela sempre di più : insomma, ci servirà un bel po’ di esercizio per sgranchire l’etica di cui avremo bisogno in un futuro – visti i ritmi delle tecnologie esponenziali – che dire prossimo è già obsoleto.

Impeccabile memoria: ricorda le partite di ogni campionato giocato negli ultimi 100 anni (sì, avete capito bene, ndr), nel suo cervello è prassi incasellare con ordine perfetto qualità e debolezze dei giocatori gialloblù, confrontarle con quelle degli altri e, poi, far scendere in campo le forze giuste. Se tra qualche anno a guidare l’Hellas ci fosse un allenatore come Martin, per il Verona lo scudetto sarebbe un traguardo neppure tanto clamoroso. O meglio, il turbinio di polemiche ci sarebbe lo stesso, visto che l’allenatore in questione altri non è che un robot e, diciamolo, la sua intelligenza artificiale, tra analisi biometriche e statistiche, è decisamente più competitiva di qualsiasi altro sovrano dei risultati che ci viene in mente. Il suo vantaggio robotico potrebbe invalidare il titolo appena conquistato? Non è uno scenario alla Asimov, ma un compito, un vero e proprio esercizio che Impactscool ha affidato, qualche tempo fa, ad una platea di giovani durante l’ora di futuro. Perché questa no profit nata a Verona l’anno scorso fa proprio così: inventa «scenari» plausibili e propone i dilemmi etici che ne derivano alle menti di loro, che saranno, volenti o nolenti, gli inquilini di domani. Impactscool porta nelle scuole e nelle università una materia che non ha libri e neanche correzioni da bic rossa: solo esercitazioni, dibattiti, spirito critico. In Finlandia, il futuro è oggetto di lezioni già dalle elementari. In Italia, salvo eccezioni, per adesso c’è la didattica laboratoriale di Impactscool (che ha lasciato perdere l’h in favore di una visione, come dire, un po’ più cool).

Cristina Pozzi

«Abbiamo promosso 160 workshop, coinvolgendo 6.300 persone. Anche all’estero: siamo stati a Parigi, Londra, Tunisi, Manchester, Finlandia» spiega Cristina Pozzi, amministratore delegato e co-fondatrice della realtà. Lei stessa ha un pedigree scritto dall’innovazione come imprenditrice nel settore no profit e profit (ha fondato insieme ad Andrea Dusi Wish Days, venduto a Smartbox nel 2016, ndr). «Prendiamo per mano i ragazzi e li immergiamo in scenari che con la velocità della tecnologia oggi non sono così remoti come si potrebbe pensare, e li facciamo ragionare». La forma, per ora, è quella di incontri itineranti all’università e nelle scuole superiori, ma presto, grazie ad un protocollo di intesa con il Miur, la lezione di futuro promette di entrare nelle aule, non solo tra i banchi ma anche dietro alle cattedre con percorsi di formazione per i docenti. «Non ci vogliamo sostituire a nessuno, ma offrire un’occasione in più». E lo fanno con un gruppo eterogeneo di ambassador, «alcuni sono manager altri studenti universitari che dopo aver fatto un nostro workshop sono rimasti con noi come volontari». Coniugare i pensieri al futuro, in fondo, non è un esercizio di vuota astrazione, ma un’applicazione più ampia di una pratica che è da sempre pane quotidiano per le aziende. «Il forecasting si basa sul megatrend e guarda fino ai prossimi dieci anni. Noi cerchiamo, invece, di fare proiezioni che coprano i 20-25 anni. Ci si basa sui cosiddetti “segnali deboli” che potrebbero generare i trend futuri».

Il domani? Il mondo sul tema si divide in due:«I pessimisti cronici, quelli che immaginano un futuro catastrofico, alla Terminator e gli ottimisti inguaribili, quelli che ritengono che l’apporto delle tecnologie sarà sempre positivo, permettendoci di vivere in un paradiso utopico, senza affanni né problemi». Ma c’è una terza via che andrebbe percorsa senza sprecare altro tempo. Lo ripete, instancabile, Cristina che, tra i mille impegni, è tornata all’università e si è iscritta, non a caso, proprio alla facoltà di filosofia. «La tecnologia è ibrida, di per sé non è né buona, né cattiva». L’indirizzo, anche e soprattutto, etico spetta a noi. In tempi in cui Google ha imparato non solo a parlare ma anche a «mugugnare», e l’editing del dna è diventato una pratica fin troppo accessibile, bisogna darsi una mossa. «La tecnologia esponenziale e disruptive di oggi avrà un impatto concreto sulla vita quotidiana di tutti noi in tempi brevissimi, fra pochi anni, anche perché riesce ad essere meno costosa con una velocità prima mai vista» spiega Cristina. Lei, oltre ad essere una delle tre anime di impactscool (le altre sono Andrea Dusi e Andrea Geremicca) è anche un’appassionata divulgatrice di temi, come dire, impattanti. Di recente ha pubblicato  2050 – Guida FUturistica per viaggiatori nel tempo, una specie di Lonely Planet che aiuta a non smarrirsi in quella meta inconsueta che sarà il mondo tra qualche anno con dritte pratiche sulla lingua da parlare, la valuta da usare e i ristoranti gratuiti da evitare (perché, magari ti regalano la cena e poi si tengono le informazioni genetiche che hai lasciato sulla forchetta). E infatti, quale potrebbe essere la sfida delle sfide? «Andare dal parrucchiere». Perché in tempi che, già ora, sono ossessivi in tema di dati e privacy, «il vero dato che cercheremo di proteggere sarà il dna». In un attimo mette in piazza tutte le nostre notizie genetiche e costa sempre meno analizzarlo (non mancano le aziende che online offrono test gratuiti e “fai da te”, altro che Cambridge Analytica verrebbe da dire). Fa sorridere, ma non troppo, pensare che il nostro parrucchiere, oltre ad archiviare pettegolezzi a mezza bocca, potrebbe, a colpi di spazzola, disporre pure della miniera di dati nascosti in un nostro capello.

Attivisti del futuro, diciamo a voi:

Li chiamano proprio così, Future activists, e sono gli appassionati di tecnologia, intelligenza artificiale, bioetica che popolano le fila di Impactscool e che tengono gli workshop di cui dicevamo sopra. Non preoccupatevi: non è appannaggio esclusivo dei nerd. Se il domani è un tema che vi preme, andate QUI e candidatevi come volontari.