Verona riveste una parte importante nella triade delle città dantesche: come celebra il settecentesimo anniversario dalla morte del Poeta?

«1321-2021: ricorrono i 700 anni dalla morte di Dante e Verona è città dantesca, insieme a Ravenna e Firenze. Abbiamo ideato un programma prendendo spunto da un Protocollo scritto nell’ottobre del 2019, fra alcune istituzioni del territorio proprio per celebrare l’anniversario che si sono poi istituite in un Comitato, composto dal Comune, dall’Università, dalla Diocesi e dalla Società Letteraria. Obiettivo primario è sempre stato quello di creare una rete tra enti culturali che dialogassero intorno a Dante. Il programma è seguito anche dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, costituito presso il Ministero della Cultura e presieduto dal linguista Carlo Maria Ossola e dal segretario generale, la dottoressa Maria Ida Gaeta, con i quali siamo sempre stati costante riferimento, tant’è che le iniziative sono state anche sostenute dal Comitato Nazionale».

Cosa prevede il programma di iniziative nei prossimi mesi?

«Lo sviluppo del progetto è la narrazione della città che ha ospitato Dante, che si concretizzerà nel punto più alto con la mostra Tra Dante e Shakespeare: il mito a Verona, dal 7 maggio. Una mostra diffusa, che riguarderà un’esposizione alla Galleria d’Arte Moderna e un percorso che con l’ausilio di una mappa si snoderà per la città a scoprire i luoghi di Dante e Shakespeare. Verrà esposta della “segnaletica” specifica che indicherà le tappe della mappa, identificata in un disegno di Botticelli che fa parte del Gabinetto di disegni e stampe del Museo Statale di Berlino. Proprio tre disegni di questo museo saranno ospiti d’onore della mostra Tra Dante e Shakespeare. Un percorso che sarà poi punto di forza per rilanciare anche il turismo e che si lega anche ad un ulteriore obiettivo: creare una rete con Firenze e Ravenna per avere un percorso dantesco permanente in città. Tra le altre mostre proposte anche Dante negli Archivi. L’inferno di Michael Mazur, 41fogli prodotti dall’incisore statunitense e poi donati al Museo di Castelvecchio dall’artista stesso, che resteranno esposti fino al 3 ottobre in sala Boggian. L’itinerario dantesco si completa con la mostra La mano che crea. La galleria pubblica di Ugo Zannoni (1836-1919) scultore, collezionista e mecenate, esposta alla Gam fino al 31 dicembre e dedicata allo scultore che scolpì la statua di Dante in Piazza dei Signori e oggi oggetto di restauro, anch’esso parte del progetto dell’anno dantesco.

«A maggio ci sarà poi un importantissimo convegno internazionale organizzato dall’Università, Con altra voce omai, con altro vello. Dante fra antico e moderno. Ci sarà infine, verso settembre, un evento condiviso con Ravenna e Firenze: un concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti. Ricordo anche Dante’s Box, contenuti audio recitati da attori veronesi che raccontano, in 21 puntate, le cantiche della Divina Commedia, e infine il video La Verona di Dante, con Francesca Barra e Claudio Santamaria».

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