Ospite ieri alla rassegna culturale Parole Alte all’interno del cartellone del Film Festival della Lessinia, Tiziano Fratus, scrittore e poeta ma, soprattutto, “cercatore di alberi” stamattina ha guidato un’escursione tra le piante secolari della montagna veronese. Tra queste lui, ovviamente, il faggio, quasi un totem arboreo per il territorio.

Boschi con identità separate, piante monumentali che fermano il cielo con le loro chiome, è questa la materia di Tiziano Fratus, scrittore, poeta e maestro di alberografia. Lungo l’elenco dei libri usciti dalla sua penna che affrescano ora le faggete del Cansiglio, ora le piante esotiche di Ferrara e Trieste e poi ancora i grandi castagni dell’Appennino fino ai pini del Massiccio del Pollino e delle Montagne Bianche in California. Il suo incedere inneggia ad una riconciliazione con la natura e lo fa insistendo su quell’arte antica che è perdersi nei boschi, per imparare a leggerli.

 

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