Ieri in Biblioteca Civica il critico cinematografico Giuseppe Chigi ha presentato il suo ultimo libro “Oro e piombo. Pubblicità, cinema, propaganda e Grande Guerra”

Dentifrici come fucili, penne stilografiche in spalla. Siamo negli anni del primo conflitto mondiale e la pubblicità si presenta proprio così: i protagonisti sono spesso soldati, i cosiddetti “poilu” in francese, barbuti e sporchi. Fumano, si danno una ritoccata all’alito, bevono bevande gassate in trincea. Sull’argomento ci ha speso tre anni di studio il critico cinematografico Giuseppe Chigi, che ieri ha presentato in Biblioteca Civica il suo ultimo libro, “Oro e Piombo”.

La pubblicità usava la guerra per vendere prodotti, e non era una pratica casuale. Durante la ricerca l’autore scopre un altro passaggio significativo: i pubblicitari sono chiamati a fare propaganda della guerra.