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È uno siti archeologici di epoca romana più importanti di tutto il nord Italia. Da molti anni è chiuso per interventi di restauro urgenti che ne possano garantire una degna conservazione nel tempo. Oggi, a che punto siamo?

L’IPOGEO di Santa Maria in Stelle, gioiello del I Secolo incastonato nel cuore della Valpantena, considerato uno dei più interessanti esempi di monumento pittorico del periodo romano-paleocristiano, è chiuso da tempo per lavori di restauro e, ad oggi, ancora inaccessibile al pubblico. È l’ingegner Luigi Antolini, incaricato dalla Parrocchia – proprietaria del sito – a spiegare che «gli interventi di conservazione e di pulizia stanno proseguendo molto bene e che quanto fatto fino a questo momento ha sicuramente permesso di preservare e valorizzare lo stato di conservazione dell’antico ninfeo».

IL “CASO PANTHEON” inizia ben 13 anni fa: è il 2004, infatti, quando sul Corriere della Sera appare l’articolo di Donata Righetti dal titolo “I tre giovani ebrei e il tesoro paleocristiano perduto”, dove vengono sottolineate alcune criticità che interessano proprio l’ipogeo di Santa Maria in Stelle. Grazie all’intervento dell’on. Alberto Giorgetti, a quel tempo deputato di Alleanza Nazionale, viene stanziato da Roma un contributo di 420.000 Euro per il restauro conservativo del Pantheon (Decreto dell’8 luglio 2005 pubblicato sulla G.U. dell’11 luglio 2005, ndr). Il contributo viene concesso direttamente al Comune di Verona, che nella seduta della Giunta Comunale del 31 agosto 2005 predispone il progetto preliminare e il preventivo di spesa, ignorando che il bene è di proprietà della parrocchia e non, appunto, del comune.

 

PER RISOLVERE l’incongruenza, un vero e proprio cortocircuito burocratico, si ragiona fino a maggio 2008, quando viene stipulata una convenzione tra i due soggetti in causa. Il 10 novembre 2008 il parroco don Paolo Dal Fior, comunica alla dott.ssa Giuliana Cavalieri Manasse, direttore del Nucleo Operativo di Verona della Soprintendenza dei Beni Archeologici, che il Consiglio Parrocchiale intende affidare l’incarico del rilievo topografico  all’ing. Luigi Antolini, con la collaborazione del prof. Luigi Marino del DIRES – Gruppo di Ricerca sul “Restauro Archeologico” l’Università degli Studi di Firenze.

IL 9 DICEMBRE 2008 viene approvato dalla Soprintendenza il progetto per il rilievo topografico e diagnostico. Il lavoro finale composto da un CD con i disegni, dalla documentazione fotografica e da 27 tavole viene consegnato il 7 luglio 2011. Quattro giorni dopo il Consiglio Parrocchiale affida l’incarico per le indagini termoigrometriche finalizzate al miglioramento microclimatico all’ing. Ippolito Massari di Roma, il quale esegue alcuni sopralluoghi e colloca la strumentazione che, a partire dal 19 marzo 2012, inizia a rilevare temperatura, umidità relativa, umidità specifica e densità, fino al 21 novembre 2012.

L’ANALISI DEI DATI evidenzia che il comportamento microclimatico dell’ipogeo è quello tipico degli ambienti sotterranei, aggravato però dalla presenza dell’acqua. Gli interscambi d’aria esterno-interno, sono modesti nel periodo autunnale e invernale e assolutamente trascurabili o nulli nei restanti periodi stagionali. Viene consigliato di attivare tutti i possibili interscambi d’aria per mezzo di finestre e lucernari presenti anche nella chiesa del paese, questo almeno nel periodo più critico dal punto di vista microclimatico, e cioè quello estivo.

QUELLO CHE EMERGE dagli interventi di aerazione è che i fenomeni di condensazione si sono visibilmente ridotti, tanto che la copiosa presenza di acqua sulle superfici non si è più verificata. Viene decisa un’ulteriore campagna di misure microclimatiche nel periodo maggio 2014 – febbraio 2015. L’intervento viene svolto dal dott. Carlo Cacace di Roma. La ripetizione permette il confronto tra le condizioni odierne e quelle prima degli interventi effettuati.

IL 9 LUGLIO 2015, il laboratorio R&C Art S.r.l. di Altavilla Vicentina, esegue una serie di indagini diagnostiche di tipo chimico-fisico e biologico nell’atrio e nella cella nord dell’ipogeo. Il tutto si conclude il 30 settembre 2015 con la consegna della relazione “Indagini di laboratorio”, propedeutiche all’individuazione delle patologie di degrado sugli affreschi e dei biocidi da utilizzare.

 

IL 2016 INIZIA con un intervento campione di restauro pittorico, per la messa in sicurezza delle parti pericolanti della pellicola pittorica degli affreschi della cella nord e dell’atrio e con il completamento dei lavori di rimozione dei sali carbonati e la sostituzione delle stuccature incongrue realizzate nei precedenti restauri. Le zone interessate sono quelle della Natività, del cielo stellato e del ciclo completo dell’atrio, vengono affidate al Laboratorio di restauro di Claudio Montoli di Verona con la collaborazione del chimico Leonardo Borgioli di Firenze. Queste operazioni servono per testare i materiali e le metodologie più idonee e si concludono il 9 dicembre 2016. «Alla luce dei risultati ottenuti e del progetto presentato, siamo in attesa, da parte della Soprintendenza, dell’autorizzazione per intervenire sull’intero ciclo di affreschi della cella nord dell’Ipogeo, lavoro che impegnerà sicuramente tutto il 2017» conclude  Luigi Antolini.

INIZIATIVA| In previsione della conclusione del restauro, la parrocchia di Santa Maria in Stelle, la Diocesi di Verona e il NOI, si stanno muovendo per avviare un associazione volta alla promozione e valorizzazione dell’Ipogeo. Da alcuni mesi un gruppo di volontari sta infatti lavorando per preparare al meglio la riapertura del sito e il programma di visite che ne conseguirà. L’augurio è quello di lanciare un’attività culturale che coinvolga i giovani di Santa Maria In Stelle e della Valpantena. Chi fosse interessato a collaborare, può contattare Claudia Annechini, referente del progetto, all’indirizzo email ipogeo.sms@gmail.com