lettura

di Valentina Ceriani

Le giornate più lunghe, maggiore tempo a disposizione, la volontà di prendersi del tempo per sé: la pandemia pare aver fatto riscoprire la lettura agli italiani. Secondo l’ultima indagine dell’Aie, realizzata insieme al Centro per il libro e la lettura e a Pepe Research, infatti, nel 2020 è cresciuto al 62,6% il numero di persone che dichiara di aver letto almeno un libro l’anno. Lo Stivale rimane ancora tra i Paesi europei meno inclini alla lettura, ma per questa piccola fetta il 2021 può essere il momento di passare al livello successivo: la condivisione.

Da tredici anni ormai a Verona esiste il Circolo dei Lettori, un’associazione nata con lo scopo di unire i lettori attraverso molteplici attività: gruppi di lettura condotti da docenti, gruppi di scrittura narrativa, lettura ad alta voce in ospedale (attività per il momento sospesa), maratone di lettura, collaborazione con tante realtà associative territoriali e librerie indipendenti. Far parte di un gruppo di lettura, soprattutto se affiatato come quelli che si creano al Circolo, è un’esperienza di unione e solidarietà di cui tutti hanno bisogno.

Non siamo ai livelli di lettori di Francia e Norvegia, e per spingerci a leggere un libro ci è voluta una pandemia (ed e-book praticamente regalati per tutto il primo lockdown): la costruzione della cultura è un processo che richiede tempo ma soprattutto dedizione. Se per tanti librai ed editori il 2020 è stato un anno da dimenticare, per i lettori è diventato uno spiraglio di speranza. Con l’auspicio che questo sia l’anno della condivisione di quello che l’Italia pare vivere ancora come un guilty pleasure.